24 luglio 2012 / 11:44 / tra 5 anni

PUNTO 1-Riforme, Senato approva semipresidenzialismo

(Aggiorna con dettagli, contesto)

ROMA, 24 luglio (Reuters) - Il Senato ha approvato oggi, ma senza maggioranza qualificata, un emendamento del Pdl che mira a modificare la Costituzione introducendo il semipresidenzialismo alla francese e complicando la trattativa sulla riforma della legge elettorale.

L‘articolo approvato prevede l‘elezione diretta del presidente della Repubblica, che oggi è invece eletto dalle due Camere e dai rappresentanti delle Regioni in seduta comune.

La modifica è stata approvata coi voti di Pdl e Lega Nord, che a fine giugno hanno votato insieme per l‘istituzione del Senato federale.

Per divenire effettiva, una modifica costituzionale necessita del doppio passaggio in entrambe le Camere. Ma a Montecitorio il partito di Silvio Berlusconi e il Carroccio rischiano di non avere la maggioranza. Inoltre, una riforma non approvata a maggioranza qualificata, cioè coi due terzi, può essere sottoposta a referendum confermativo.

L‘intesa tra Pdl e Lega sulla questione delle riforme costituzionali sta agitando la maggioranza che sostiene il governo tecnico guidato dal premier Mario Monti. Pd, Udc e Terzo Polo sono contrari sia al Senato federale che al semipresidenzialismo così come votati da palazzo Madama, e accusano il Pdl di aver rotto il patto che prevedeva, in questo scorcio di legislatura, solo un‘intesa per ridurre il numero dei parlamentari, rafforzare il ruolo del governo e differenziare i compiti delle due Camere.

Il Pd è uscito dall‘aula, Udc e rutelliani hanno votato contro mentre i finiani si sono astenuti.

Oggi, in un‘intervista al quotidiano “l‘Unità”, l‘esponente Pd ed ex premier Massimo D‘Alema ha detto che “non si capisce più se il Pdl faccia parte di questa maggioranza...visto il modo in cui si comporta di fronte ai provvedimenti del governo” e ha accusato Pdl e Lega di voler “impedire la riforma elettorale”.

“La situazione si fa sempre più insostenibile. Questo deve essere chiaro a tutti, compresi il presidente del Consiglio e il presidente della Repubblica”, ha detto ancora D‘Alema.

Lo stesso capo dello Stato Giorgio Napolitano a inizio mese ha sollecitato i partiti a modificare la legge elettorale anche a maggioranza.

L‘intesa di massima raggiunta nei mesi scorsi dalla maggioranza prevedeva un nuovo sistema elettorale, per metà proporzionale su lista bloccata e metà con collegi uninominali, anche se i dettagli non erano stati completamente definiti.

Ma dopo le elezioni amministrative e l‘exploit del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo il Pd è tornato a preferire il doppio turno alla francese, il Pdl chiede un sistema con un premio di maggioranza per il partito che raccoglie più voti e l‘Udc sostiene il ritorno alle preferenze.

(Massimiliano Di Giorgio)

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