Debito pubblico, usare patrimonio Fondazioni sarebbe confisca-Grilli

lunedì 23 luglio 2012 09:23
 

ROMA, 23 luglio (Reuters) - Usare il patrimonio delle Fondazioni bancarie per abbattere il debito pubblico sarebbe un operazione di confisca che il governo non intende fare. Lo ha detto il ministro del Tesoro Vittorio Grilli in un lungo intervento su La Repubblica in cui spiega perché difende il ruolo e l'operato delle Fondazioni bancarie.

"Le Fondazioni bancarie sono soggetti di diritto privato, come stabiliti anche dalla Corte Costituzionale. L'operazione suggerita [usare il patrimonio per tagliare il debito], tecnicamente sarebbe una confisca. Fortunatamente non siamo nelle condizioni di dover sospendere le garanzie costituzionali a tutela del diritto di proprietà", scrive Grilli.

Nell'articolo il ministro osserva che grazie alle Fondazioni "il contribuente italiano è stato chiamato a finanziare le banche solo in misura minima rispetto ai contribuenti degli altri Paesi europei".

Ma Grilli non manca di sottolineare alcune criticità. A partire, per le Fondazioni, dalla necessità di "un maggiore ricambio nella loro classe dirigente" che sarebbe dovuto avvenire "indipendentemente dalle scadenze di legge".

Unica Fondazione menzionata, in negativo, quelle di Siena a cui fa capo il controllo relativo della banca Mps.

La diversificazione del patrimonio, che per le Fondazioni significa vendere le azioni delle banca conferitaria, è "già compiuto per buona parte", dice Grilli, ma in alcuni casi c'è stata riluttanza.

"Il caso più eclatante e sotto gli occhi di tutti - dice il responsabile del ministero che secondo la legge è il soggetto che vigila sulle Fondazioni - è quello di Siena, dove la Fondazione ha optato per una interpretazione formalistica dell'obbligo di perdere il controllo della banca e non ha adeguatamente diversificato il rischio".

Fondazione Mps è stata costretta dai creditori a vendere poi quasi il 13% del suo 49% di Mps scendendo all'attuale 36,3% e ha svalutato la partecipazione di oltre 3,5 miliardi chiudendo l'esercizio in rosso per 331 milioni.

"Questa scelta non si rivela adesso favorevole per la fondazione stessa, la banca, la città", dice il ministro.   Continua...