20 luglio 2012 / 15:14 / 5 anni fa

PUNTO 1 - Governo va avanti con taglio province, non tocca feste

(Accorpa pezzi, aggiunge contesto)

ROMA, 20 luglio (Reuters) - Il governo va avanti con il taglio delle province ma rinuncia a ridurre i ponti accorpando le festività, almeno nel 2012.

Il consiglio dei ministri di questa mattina ha approvato i criteri per il riordino delle province, che per sopravvivere dovranno avere almeno 350.000 abitanti ed estendersi su una superficie non inferiore ai 2.500 chilometri quadrati.

"A livello di Regioni ordinarie l'esito potrà portare a un numero [di tagli] con qualche unità di approssimazione intorno alle 40 province e alle 10 città metropolitane", spiega il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi.

Nei prossimi giorni l'Esecutivo trasmetterà i criteri al Consiglio delle autonomie locali (Cal), istituito in ogni Regione e composto dai rappresentanti degli enti territoriali.

"La proposta finale sarà trasmessa da Cal e Regioni interessate al governo, il quale provvederà all'effettiva riduzione delle province promuovendo un nuovo atto legislativo che completerà la procedura", continua Palazzo Chigi.

Le nuove province eserciteranno le competenze in materia ambientale, di trasporto e viabilità (le altre competenze vengono devolute ai Comuni, come stabilito dal decreto 'Salva Italia').

Le città metropolitane, tra cui Roma, Milano, Napoli, Venezia e Firenze, nasceranno entro il primo gennaio 2014.

Il governo ha invece deciso di non procedere ad accorpare le festività per aumentare il numero di giorni lavorativi.

Tre le ragioni addotte per motivare la scelta, anzitutto il fatto che, secondo le stime della Ragioneria generale, la misura non dà sufficienti garanzie di risparmio.

Inoltre, non esistono in Europa previsioni normative che accorpino le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi patroni.

"In alcuni Paesi (ad esempio la Germania, l'Austria e la Spagna) la celebrazione delle festività dei santi patroni rientra nell'autonoma determinazione delle autorità locali che le fanno coincidere col giorno a questi dedicato nel calendario gregoriano. Nei Paesi anglosassoni - ad esempio in Irlanda e in Scozia - i santi patroni delle principali città sono riconosciuti e celebrati, con giornate festive stabilite a livello statale", spiega il governo in una nota.

Infine, Palazzo Chigi sottolinea che l'attuazione della misura nei confronti dei lavoratori privati violerebbe il principio di salvaguardia dell'autonomia contrattuale, con il rischio di aumentare la conflittualità tra lavoratori e datori di lavoro.

In ogni caso, sottolinea il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà, "non c'è alcuna prova di maggiore produttività o risparmio di spesa" derivante dalla soppressione dei ponti.

"Per quest'anno non se ne parla", ha aggiunto il sottosegretario.

La seconda manovra correttiva del 2011 prevede che, dal 2012, il presidente del Consiglio debba stabilire ogni anno le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguenti ad accordi con la Santa sede, nonché le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni, ad esclusione del 25 aprile, del primo maggio e del 2 giugno.

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