Lavoro, governo rinuncia ad accorpare festività

venerdì 20 luglio 2012 12:42
 

ROMA, 20 luglio (Reuters) - Il governo rinuncia ad accorpare le festività per aumentare il numero di giorni lavorativi.

Lo spiega una nota di Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri odierno.

Il governo indica tre ragioni per motivare la scelta. Anzitutto, secondo le stime della Ragioneria generale, la misura non dà sufficienti garanzie di risparmio. Inoltre, non esistono in Europa previsioni normative che accorpino le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi patroni.

"In alcuni Paesi (ad esempio la Germania, l'Austria e la Spagna) la celebrazione delle festività dei santi patroni rientra nell'autonoma determinazione delle autorità locali che le fanno coincidere col giorno a questi dedicato nel calendario gregoriano. Nei Paesi anglosassoni - ad esempio in Irlanda e in Scozia - i santi patroni delle principali città sono riconosciuti e celebrati, con giornate festive stabilite a livello statale", spiega il governo.

Infine, Palazzo Chigi sottolinea che l'attuazione della misura nei confronti dei lavoratori privati violerebbe il principio di salvaguardia dell'autonomia contrattuale, con il rischio di aumentare la conflittualità tra lavoratori e datori di lavoro.

La seconda manovra correttiva del 2011 prevede che, dal 2012, il presidente del Consiglio debba stabilire ogni anno le date in cui ricorrono le festività introdotte con legge dello Stato non conseguenti ad accordi con la Santa sede, nonché le celebrazioni nazionali e le festività dei Santi Patroni, ad esclusione del 25 aprile, del primo maggio e del 2 giugno.

Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia