18 luglio 2012 / 09:50 / 5 anni fa

PUNTO 1 - Crisi, Ue sia determinata, risposte insoddisfacenti - Grilli

* Ritardo in ratifica Esm non suscita timori

* Camera dovrebbe approvare in settimana Fiscal compact, Esm

* Contributo Italia a Esm 14,3 mld tra 2012 e 2014 (Accorpa pezzi, aggiunge dichiarazioni e contesto)

ROMA, 18 luglio (Reuters) - Gli Stati dell'Eurozona devono dimostrare la "chiara volontà" di affrontare la crisi perché le risposte fornite finora non sono pienamente soddisfacenti.

Lo ha detto il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, nel corso di un'audizione alla Camera dove, tra domani e venerdì, dovrebbero essere definitivamente ratificati i trattati europei sul Fiscal compact e sull'European stability mechanism (Esm), il nuovo fondo salva Stati.

"Come mostrano chiaramente le perduranti instabilità dei mercati, le risposte fornite non sono ancora pienamente soddisfacenti. È indispensabile che, in particolare gli Stati dell'area dell'euro, siano in grado di dimostrare la chiara volontà di affrontare la crisi con determinazione e unità di intenti", ha detto Grilli nelle commissioni Esteri, Bilancio e Politiche europee di Montecitorio.

Al Consiglio europeo di fine giugno l'Italia ha ottenuto il via libera a un meccanismo di stabilizzazione degli spread attraverso l'acquisto di titoli di Stato da parte dell'European financial stability facility (Efsf) e, una volta che sarà diventato operativo, dell'Esm.

Domenica scorsa la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha ribadito che la Germania non accetterà di concedere aiuti agli Stati europei in difficoltà senza chiedere come contropartita il rispetto di alcune condizioni, suscitando tensioni tra i partiti politici italiani.

Ad alimentare le polemiche ha contribuito anche la notizia che la Corte costituzionale tedesca non si pronuncerà sulla legittimità dell'Esm prima del 12 settembre.

Pur lamentando i ritardi con cui l'Europa si è mossa nell'affrontare la crisi dei debiti sovrani, Grilli ha escluso che la mancata partenza a luglio dell'Esm sia "motivo di allarme" per l'Italia.

"Tutte le discussioni in tutti i Paesi dell'area euro sono assolutamente unidirezionali, convinte ad approvare i trattati e a farlo velocemente", ha detto il ministro.

Nonostante il Tesoro italiano continui a ottenere buona domanda in asta, lo spread tra il rendimento del Btp decennale e il corrispondente titolo tedesco continua a stazionare poco sotto i 500 punti base, alimentando timori sulla sostenibilità di un debito pubblico vicino ai 2.000 miliardi di euro.

Da qui, spiega Grilli, nasce la pressione dell'Italia per rendere operativo il meccanismo calma spread: "I bassi tassi della Bce non si vedono perché sono dominati dagli alti spread. È un meccanismo di salvaguardia della funzionalità dei mercati europei in senso lato".

CONTRIBUTO ITALIA A ESM 14,3 MLD IN TRE ANNI

Grilli ha ricordato che finora hanno già depositato gli strumenti di ratifica undici Stati, pari a "una percentuale di circa il 50% del capitale su un 90% necessario per l'entrata in vigore".

L'Italia insiste su una veloce ratifica dei trattati perché l'Efsf ha una capacità di prestito residua pari a circa 150 miliardi di euro, mentre l'Esm potrà contare dal 2014 su 500 miliardi di risorse.

L'Esm avrà un capitale totale pari a 700 miliardi di euro, di cui 80 di capitale versato (paid-in) e 620 di capitale a chiamata, che assume funzioni assimilabili a quelle di una garanzia. L'Italia, con il 17,9% delle azioni, è il terzo sottoscrittore dell'Esm dopo Germania e Francia.

"Lo sforzo finanziario dell'Italia è perciò pari a 14,33 miliardi di euro di capitale paid-in, da versare entro il 2014 con le seguenti scadenze: 5,73 miliardi nel 2012 e nel 2013 e 2,87 miliardi nel 2014", ha ricordato Grilli spiegando che gli oneri sono già iscritti nel bilancio di previsione.

Mandare in pensione l'Efsf ha anche il vantaggio di evitare l'aumento dei debiti pubblici nazionali in caso di sostegno a uno Stato in crisi.

Per erogare prestiti, l'Efsf si finanzia sul mercato emettendo passività che gli Stati membri garantiscono in base alla propria quota di partecipazione, pari al 19,2% nel caso dell'Italia. L'Europa non ne tiene conto ai fini delle verifiche sul rispetto del Patto di Stabilità, ma le garanzie fanno aumentare il debito pubblico anche se non vengono escusse.

Situazione diversa per l'Esm. Una volta versato il capitale, le emissioni che l'Esm fa per finanziare i prestiti agli Stati in crisi non incidono ulteriormente sul debito.

Il Documento di economia e finanza (Def), pubblicato il 18 aprile scorso, indica in circa 45 miliardi al 2013 l'aumento del debito pubblico italiano a causa dei prestiti bilaterali alla Grecia e delle garanzie sulle emissioni dell'Efsf.

"A questi andranno aggiunti i contributi dell'Italia per la ricapitalizzazione del sistema bancario in Spagna, il cui ammontare non è stato ancora esattamente definito", ha detto Grilli.

L'Eurogruppo ha deciso il 9 luglio di erogare alla Spagna una prima tranche di 30 miliardi attraverso l'Efsf, quindi l'impatto sul debito italiano dovrebbe essere di quasi 6 miliardi.

(Giuseppe Fonte)

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