17 luglio 2012 / 17:08 / 5 anni fa

PUNTO 2-Monti preoccupato per rischio default Sicilia vede Lombardo

* Monti vede Lombardo il 24, cerca conferma che lascia a fine mese

* Temporaneo balzo spread Btp

* Ivan Lo Bello teme Sicilia possa diventare Grecia del Paese

* Esposizione salita a 5,3 miliardi a fine 2011 - Corte Conti (Aggiunge fonte palazzo Chigi)

di Giselda Vagnoni

ROMA, 17 luglio (Reuters) - Mario Monti si dice preoccupato per il rischio di default della Sicilia e chiede al governatore Raffaele Lombardo conferma che lascerà, come promesso, a fine mese la guida della Regione a Statuto speciale.

Un incontro tra il presidente del Consiglio e il leader del Movimento per l‘autonomia che guida palazzo d‘Orleans dal 2008 è stato fissato per il 24 luglio.

Ieri, in una lunga intervista al Corriere della Sera, il numero due della Confindustria Ivan Lo Bello ha detto che la Sicilia è “sull‘orlo del fallimento” con la prospettiva di diventare “la Grecia del Paese” e ha invitato il governo a fare chiarezza sul bilancio dell‘isola.

Nel pomeriggio palazzo Chigi ha annunciato che Monti, “facendosi interprete delle gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Sicilia possa andare in default a causa del proprio bilancio, ha scritto una lettera al Presidente della Regione per avere conferma dell‘intenzione, dichiarata pubblicamente, di dimettersi il 31 luglio”.

La presidenza del Consiglio ha spiegato, infatti, che “le soluzioni che potrebbero essere prospettate per un‘azione da parte dell‘esecutivo non possono non tener conto della situazione di governo a livello regionale ma anzi devono essere commisurate ad essa, in modo da poter utilizzare gli strumenti piu efficaci e adeguati”.

Sulla notizia, i Bund hanno ridotto le perdite risalendo sopra quota 145 dopo un minimo di seduta a 144,62 e il differenziale fra i decennali italiano e tedesco è temporaneamente balzato non lontano dai massimi di seduta dopo un minimo in area 470 punti base.

Tuttavia, Raffaele Carnevale, senior director dell‘agenzia di rating Fitch, che assegna alla Sicilia un merito sul debito di ‘BBB+', ha detto a Reuters che anche se la Regione “non è nelle migliori condizioni finanziarie, non è prossima al default su mutui e prestiti obbligazionari”.

IN DUE MESI ATTIVATI PRESTITI PER 818 MILIONI

Da tempo la gestione del bilancio siciliano suscita forti polemiche per quella che Lo Bello definisce “una capillare distribuzione assistenziale e clientelare delle risorse pubbliche” che non riguarda solo il governo Lombardo.

L‘obiettivo di Monti, spiegano i suoi collaboratori, è aumentare la pressione sugli amministratori siciliani affinchè partecipino “in modo significativo alla revisione della spesa pubblica avviata dal governo centrale”.

Neanche a palazzo Chigi, in realtà, si crede che ci sia un reale rischio di default, ma lo spazio per tagliare ce n‘è e molto.

In base a dati della Corte dei conti, l‘esposisione complessiva della Regione ammontava a fine 2011 a 5,3 miliardi di euro dopo che negli ultimi due mesi erano stati attivati nuovi prestiti per 818 milioni.

All‘aumento del debito è conseguita una crescita del rapporto tra il debito e il Pil regionale pari al 6,51% nel 2011 e un aumento del debito pro-capite a 1.050 euro dai 438 del 2007.

Notevole è stato l‘incremento dei residui passivi, ossia i fondi già assegnati ma non spesi, che all‘inizio dell‘anno 2011 risultavano pari a 5.273 milioni e che, a fine esercizio, ascendono alla somma di 7.365 milioni (+39,6%).

Nel 2011, inoltre, la Regione ha stabilizzato 4.857 precari portando il personale di ruolo a 17.218 unità con un incremento del 30%. Il numero dei dirigenti in servizio è di 1.905 con una incidenza del 10,66% sul personale contro una media del 5,8% nelle Regioni a statuto ordinario e del 4,57% nelle altre Regioni a statuto speciale.

Con un tasso di disoccupazione del 19,5% che arriva al 38,8% per quella giovanile, in Sicilia “continuano a manifestarsi segnali di inarrestabile declino”, ha detto il procuratore generale d‘Appello della Corte dei Conti Giovanni Coppola a fine giugno.

“E’ auspicabile un sostegno alla Sicilia da parte del governo nazionale, al pari del resto di quanto si va prospettando in ambito europeo per Stati in difficoltà di bilancio e pericolo di default e che valga a garantire l‘efficacia delle azioni intraprese o da intraprendere dal governo regionale”, ha aggiunto Coppola.

(Hanno contribuito Lisa Jucca e Irene Chiappisi da Milano, Giuseppe Fonte da Roma)

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