17 luglio 2012 / 15:13 / 5 anni fa

Rai, domani Tarantola chiede poteri speciali per risanare azienda-fonti

* Delega su contratti fino a 10 mln euro, nomine non editoriali

* Consigliere Pdl dice che partita non si chiude domani

* Mediaset rafforza piano taglio costi triennale a 400 mln

di Massimiliano Di Giorgio

ROMA, 17 luglio (Reuters) - Domani, in un consiglio di amministrazione che si annuncia a oltranza, il nuovo presidente della Rai Anna Maria Tarantola chiederà il conferimento di poteri speciali con l‘obiettivo di risanare e poi rilanciare l‘azienda pubblica radio-tv.

Lo riferiscono a Reuters fonti a conoscenza del dossier mentre anche la concorrente Mediaset cerca di rispondere alla crisi del mercato pubblicitario alzando l‘obiettivo di tagli dei costi a 400 milioni dai 250 indicati l‘anno scorso.

L‘ex vice direttore generale di Bankitalia, che oggi ha presieduto il suo primo cda, chiederà di poter firmare contratti fino a un importo di 10 milioni di euro - rispetto all‘attuale limite di 2,5 milioni - e di decidere le nomine “non editoriali”, quelle della “macchina organizzativa”, seguendo peraltro quanto già indicato nei giorni scorsi dall‘assemblea degli azionisti, composta da ministero del Tesoro e Siae.

Non è ancora chiaro invece se Tarantola formalizzerà già domani la costituzione di un “comitato esecutivo”, composto da lei stessa, dal consigliere Marco Pinto - rappresentante del Tesoro - e dal neo direttore generale Luigi Gubitosi, l‘ex AD di Wind nominato oggi dal cda e confermato dagli azionisti.

INCOGNITA SUI CONTI 2012

Tarantola, dice una fonte a lei vicina, punta a chiudere la partita in cda domani stesso, se necessario passando tutta la giornata a viale Mazzini. E ad avviare dal giorno dopo una “review” dei conti dell‘azienda.

La Rai ha terminato il 2011 con un bilancio in attivo di circa 4 milioni di euro, dopo anni di rosso. Ma secondo le previsioni fatte alcuni mesi fa degli stessi vertici aziendali, sul 2012 peserà invece un passivo di un centinaio di milioni di euro, anche per effetto del pagamento dei diritti sportivi, con gli Europei di calcio e le Olimpiadi.

“Senza il risanamento, la Rai non va da nessuna parte”, dice una fonte vicina al presidente. “C‘è una logica dei numeri che non può essere trascurata. E bisogna tenere conto che si può raggiungere gli obiettivi indicati solo se c‘è una delega chiara al presidente”.

Nel primo discorso tenuto oggi in cda, Tarantola ha spiegato che “nell‘immediato il nostro compito è quello... di risolvere in modo strutturale e duraturo i problemi economico/finanziari dell‘azienda mettendo ordine nei conti, dal lato dei costi e dei ricavi perché senza risorse la Rai non ha futuro”.

L‘obiettivo finale, ha aggiunto, è quello che il broadcaster pubblico diventi davvero “un‘azienda al servizio dei cittadini che offre un prodotto di eccellenza senza sprechi, nel rispetto del vincolo di bilancio, contenendo costi e rischi, con un forte orientamento all‘innovazione”.

PRIMA LA “REVIEW”, POI LE NOMINE. MA PDL VUOLE DISCUTERE

Secondo due fonti del cda, Tarantola si concentrerebbe subito sulla questione dei conti, rinviando a dopo l‘estate il grosso della partita delle nomine e anche la formulazione di un “piano triennale” per la Rai, come lo definisce una fonte a lei vicina.

E tra le novità introdotte dal presidente - terza donna a capo dell‘azienda dopo Letizia Moratti e Lucia Annunziata - ci potrebbe essere, pur se non nell‘immediato, anche l‘introduzione di un “direttore editoriale”, una figura inedita in azienda che risponderebbe delle “nomine editoriali strettamente informative”, dice una fonte a lei vicina.

Tarantola, come ha già fatto oggi nel suo discorso - in cui ha chiesto al cda di “lavorare in squadra” e condividere la sua visione - cercherà domani la massima condivisione tra i consiglieri, assicura la stessa fonte.

Ma un consigliere Pdl che preferisce restare anonimo prevede che il cda non voterà subito sulle richieste del presidente.

“Il problema di fondo è quali siano le nomine editoriali e quali no, non è così evidente. Domani faremo una discussione di massima, anche perché noi non abbiamo ancora visto le carte. E magari voteremo al prossimo cda”.

- ha collaborato da Milano Claudia Cristoferi

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