Italia in recessione anche in 2013 - Bankitalia

martedì 17 luglio 2012 15:07
 

ROMA, 17 luglio (Reuters) - L'Italia sarà in recessione anche nel 2013 in un contesto di massima incertezza i cui sviluppi sono dettati dalla capacità dei paesi europei di gestire la crisi del debito sovrano e i suoi effetti sui tassi di interesse.

L'ultimo Bollettino economico della Banca d'Italia peggiora di mezzo punto le stime sull'economia del paese rispetto a gennaio e di circa tre punti percentuali rispetto a un anno fa: il Pil è visto contrarsi del 2% nell'anno in corso e poi ancora di uno 0,2% il prossimo sulla base di uno spread con i titoli tedeschi di 450 punti base.

Sei mesi fa, con uno spread a 500, la previsione era rispettivamente -1,5% e zero. Un anno fa, ossia nel luglio del 2011, la Banca d'Italia sperava ancora in una crescita di poco oltre l'1% per quest'anno.

La disoccupazione dovrebbe portarsi oltre l'11% nel 2013.

La revisione delle stime di crescita, dice Bankitalia, riflette in larga parte un andamento meno favorevole della domanda interna, sia per investimenti sia per consumi, dovuto al deterioramento delle condizioni del mercato del lavoro e di quello immobiliare, nonchè ai bassi livelli raggiunti dagli indici di fiducia negli ultimi mesi.

L'Italia è sempre meno attraente per gli investimenti esteri. Nei primi quattro mesi dell'anno i non residenti hanno ceduto attività italiane, soprattutto titoli a medio-lungo per 47,1 miliardi di euro e hanno drasticamente ridotto gli investimenti a 1,4 miliardi da 5,8.

"L'incertezza che circonda le prospettive di medio termine dell'economia italiana è straordinariamente elevata ed è strettamente connessa con gli sviluppi della crisi del debito sovrano", dice la Banca d'Italia nel Bollettino trimestrale.

"E' essenziale dare rapida attuazione alle decisioni prese dal Consiglio europeo del 28 e 29 giugno", dicono gli economisti di Ignazio Visco che citano l'utilizzo efficiente "degli strumenti di sostegno esistenti per stabilizzare i mercati dei paesi che rispettano gli impegni assunti".

Per Bankitalia "una pronta realizzazione delle decisioni fin qui prese potrebbero contribuire a riassorbire le tensioni sui mercati finanziando e favorendo la ripresa".

(Giselda Vagnoni)

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