July 16, 2012 / 5:09 PM / 5 years ago

SINTESI-Spread Italia disallineato con fondamentali, preoccupa Fmi

6 IN. DI LETTURA

* Almeno 200 pb spread Italia e Spagna non giustificati da fondamentali

* Servono misure zona euro per breve periodo

* Italia punti ad avanzo strutturale 1% Pil in medio periodo (Riscrive accorpando articoli su Fmi e Italia, aggiunge dichiarazioni su Italia di funzionari Fmi)

di Francesca Landini e Elvira Pollina

MILANO, 16 luglio (Reuters) - Il Fondo monetario internazionale ritiene che i governi di Italia e Spagna abbiano fatto passi rilevanti ma è preoccupato per gli elevati differenziali di rendimento tra i titoli di Stato di questi due paesi e quelli tedeschi, che ritiene non giustificati dai fondamentali.

Lo hanno detto oggi Olivier Blanchard e Carlo Cottarelli, alti funzionari del Fondo, commentando in conferenza stampa gli aggiornamenti dei tre documenti pubblicati periodicamente dall'organismo multilaterale: Fiscal monitor, Global financial stability report e World economic outlook.

"L'Italia e la Spagna stanno pagando almeno 200 punti base in più rispetto a quanto giustificato dai loro fondamentali. Siamo preoccupati degli alti livelli dei differenziali", ha detto Cottarelli, responsabile del Dipartimento Affari fiscali che redige il Fiscal Monitor, riferendosi allo spread tra i titoli di Stato dei due paesi periferici e i Bund sulla scadenza decennale. Un grafico del Fiscal monitor riporta questa valutazione per gli spread di Roma e Madrid che oggi pomeriggio sono saliti rispettivamente a 490 punti base per la forbice Italia/Germania e a 560 pb per Madrid/Berlino.

La distanza tra i differenziali effettivi e quelli teorici non è solo un dettaglio da economisti. Il successo dei piani di risanamento che i governi di Italia e Spagna stanno faticosamente implementando dipende in parte consistente dal premio che i due stati sovrani devono pagare per rifinanziarsi sul mercato. Per questo motivo la zona euro dovrebbe dotarsi di meccanismi per sostenere nel breve termine i paesi sotto il fuoco del mercato, secondo il Fondo.

"Italia e Spagna hanno compiuto passi importanti, ma avranno successo solo se riusciranno a finanziarsi a tassi ragionevoli", ha detto Blanchard, capo della Ricerca economica del Fondo, aggiungendo che bisogna fare di più, a livello di zona euro.

Sostegno Nel Breve Periodo

L'organismo multilaterale sollecita i paesi della moneta unica europea a impegnarsi sia per dare una prospettiva più solida ai progetti di unione fiscale, sia per stabilizzare i tassi d'interesse pagati dai 'periferici', ma non si pronuncia apertamente sull'uso del fondo salvastati per calmierare il costo del finanziamento per i paesi colpiti dalla speculazione.

"Oltre a prendersi cura nel medio periodo del progetto dell'euro, è necessaria una qualche forma di sostegno di breve periodo" per i paesi colpiti da elevati costi di rifinanziamento del debito, ha detto Cottarelli, senza scendere in dettaglio.

"Ci sono diverse opzioni... a esempio nel nostro report di fine missione sulla zona euro abbiamo parlato di riattivare il programma di acquisto di titoli della Banca centrale europea... emissioni di debito congiunte dovrebbero essere prese in considerazione", ha detto il direttore del dipartimento Affari fiscali.

Nessun commento sulla possibilità che l'Italia richieda che il fondo salvastati European securities mechanism (Esm) compri titoli italiani sul mercato secondario e/o primario per raffreddare lo spread. Settimana scorsa il premier italiano Mario Monti non aveva escluso che un interesse di Roma per questo meccanismo guardando al futuro.

Circolo Vizioso

Il Fondo oggi, nel suo Global financial stability report presentato da Jose Vinals, ha ribadito che "l'uscita di capitali privati ha continuato a erodere la base degli investitori stranieri dei titoli pubblici di Paesi come la Spagna e l'Italia". Di conseguenza "i governi hanno aumentato la loro dipendenza dalle banche nazionali" per collocare i propri bond e "queste banche hanno dovuto fare un ricorso crescente alla Bce per rispondere alle loro esigenze di liquidità, dal momento che l'accesso ai mercati del funding resta loro precluso".

E' il circolo vizioso tra emittenti sovrani in difficoltà e banche nazionali appesantite da quote crescenti di debito pubblico che va in scena nuovamente nei paesi periferici e che deve essere spezzato, secondo il Fondo monetario, tramite un'unione bancaria completa e l'introduzione di debito comune della zona euro seppure in "forma limitata", dicono Gfsr e Fiscal monitor.

Se il focus del Fondo monetario internazionale è senza dubbio sulle misure a livello di zona euro, l'organismo di Washington ha consigli di medio termine anche per il governo italiano.

Il Fondo prevede che l'Italia farà ancora meglio del pareggio di bilancio promesso a Bruxelles, registrando un piccolo avanzo strutturale nel 2013 (0,7% del Pil), nonostante un'economia vista in contrazione quest'anno e il prossimo (di 1,9% e 0,3% rispettivamente). Ma guardando oltre l'orizzonte dell'ultimo programma di stabilità si può fare più.

"Nel medio termine l'Italia dovrebbe assicurarsi che questi miglioramenti di bilancio siano consolidati... dovrebbe puntare a un obiettivo di medio termine di un avanzo dell'1% del Pil, in modo di avere un margine per rispondere a eventuali shock" dice un funzionario del Fondo che affianca Blanchard e Vinals alla conferenza stampa.

In aggiunta, il governo dovrebbe rendere l'aggiustamento di bilancio meno dannoso possibile per la crescita, spostando l'aggiustamento dal lato del gettito verso il taglio delle spese, sostiene il Fondo. Ma questo il governo ha già iniziato a farlo, con la spending review, riconoscono a Washington.

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