13 luglio 2012 / 17:24 / 5 anni fa

PUNTO 2-Moody's, governo respinge idea rischio politico, Berlusconi rinvia annuncio

* Moody's taglia rating a Baa2, teme marcia indietro su riforme

* Passera: declassamento Moody's ingiustificato e fuorviante

* Polillo: dopo voto 2013 Italia proseguirà su strada riforme

* Berlusconi diserta convention e rinvia annuncio su suo futuro (Aggiunge in coda declassamento Moody's per 8 covered bond italiani)

di Stefano Bernabei e Giuseppe Fonte

ROMA, 13 luglio (Reuters) - Colpito dal declassamento di Moody's, il governo di Mario Monti rivendica i conti in ordine dell'Italia e respinge l'idea che sulle sue riforme aleggi un rischio politico legato all'incerto esito del voto di primavera.

Nel frattempo, Silvio Berlusconi mantiene il mistero su un suo eventuale ritorno come candidato premier nel 2013 dando forfait a una convention politica nella quale ci si aspettava che desse indicazioni sul suo futuro.

"Giudizi spesso prociclici, cioè enfatizzanti dei trend in atto, non solo non sono utili ma non tengono conto del lavoro profondo messo in atto in alcuni Paesi come il nostro", ha detto il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera.

"Credo però che i mercati questo riconoscimento ce lo daranno nel tempo, perché il lavoro del governo continuerà forte come è stato fino ad adesso", ha aggiunto il ministro.

Nell'abbassare di due gradini il merito di credito dei titoli di Stato italiani a Baa2, due livelli sopra la valutazione di titolo junk, Moody's ha spiegato che il crescente scontento degli italiani per politiche di austerity e di apertura del mercato pone seri dubbi sulla realizzazione delle riforme fatte approvare da Monti.

Altra fonte di rischio sono le elezioni politiche previste per la primavera del 2013, dice Moody's, da cui potrebbe emergere un quadro troppo frammentato per assicurare la governabilità.

Gli ultimi sondaggi danno in testa il Partito democratico ma con percentuali che non superano se non di poco il 25%, seguito dal Pdl con il 20% circa e il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo al 15% circa. L'Udc è al 7% circa, la Lega al 5,5 e il Sel al 5,8%, con un tasso di astensione complessivo fra il 35 e il 40%.

Uno degli elementi di incertezza è rappresentato dal ruolo che vorrà giocare Berlusconi.

Il mese scorso, dopo mesi di silenzio da quando ha dovuto lasciare il posto a Monti sulla scia di una bufera finanziaria, politica e giudiziaria, l'ex premier ha suscitato scalpore accennando all'ipotesi che l'Italia esca dall'euro.

"Osservatore privilegiato ed eccellente interprete delle oscillazioni della pubblica opinione, Berlusconi sembra aver colto l'aumentato senso di frustrazione all'interno della società italiana per il fatto che i sacrifici che vengono fatti non sono sufficientemente riconosciuti dai mercati e che parte delle colpe risiedono nella lenta riposta dell'Ue", scrive l'analista di Bnp-Paribas Luigi Speranza.

ITALIA IN EQUILIBRIO ANCHE CON PEGGIORAMENTO ECONOMIA

Ieri, importanti esponenti del Pdl hanno annunciato che il capo della Fininvest sarà il candidato del centrodestra per palazzo Chigi anche nel 2013 e c'era grande attesa per l'annuncio ufficiale da parte dello stesso Berlusconi che questa sera avrebbe dovuto chiudere i lavorri del convegno dei Cristiano riformisti a Roma.

L'ex premier ha però disertato all'ultimo momento, lasciando al segretario del Pdl, Angelino Alfano, l'annuncio del forfait per "un impegno".

"Una sua candidatura a palazzo Chigi ridurrebbe le chance di una grande coalizione che tenga insieme Pd e Pdl e surriscalderebbe il dibattito politico durante l'estate amplificando l'incertezza che circonda il voto", osserva ancora Speranza.

Tuttavia, per il sottosegretario al Tesoro Gianfranco Polillo, parlare di un rischio politico come fatto da Moody's "è del tutto arbitrario e fazioso".

"Credo che nessuno sia in grado di decifrare l'evoluzione della situazione politica italiana. Un dato però è certo: il governo che verrà dovrà muoversi lungo la linea che stiamo portando avanti in questa fase. Ci sarà una linea di forte continuità", ha detto Polillo a Reuters.

Come Passera, anche Polillo contesta "la motivazione economica" che ha indotto Moody's a peggiorare il merito di credito della Repubblica italiana.

Il sottosegretario sottolinea che i conti dell'Italia "sono a posto" e spiega che, "se il ciclo diventa più duro, questo non peggiora il deficit strutturale e quindi non incide sugli equilibri di medio termine della finanza pubblica italiana".

L'Italia si è impegnata a ridurre l'indebitamento netto in rapporto al Pil all'1,7% nel 2012 e allo 0,5% nel 2013. In termini strutturali, cioè al netto del ciclo e delle una tantum, il bilancio italiano dovrebbe chiudere quest'anno con un deficit di 0,4 punti di Pil per poi mostrare un avanzo di 0,6 punti nel 2013.

"Se c'è un ciclo negativo molto più forte è inevitabile che il deficit nominale debba crescere ma questo è nella logica del Fiscal compact", ossia del nuovo patto di stabilità europeo, dice il sottosegretario.

In serata, Moody's ha fatto sapere che, in conseguenza del declassamento del rating sovrano italiano, ha deciso il taglio del merito di credito per 8 covered bond e di averne posti sotto osservazione altri 13 per un possibile downgrade.

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