13 luglio 2012 / 15:49 / tra 5 anni

SINTESI-Italia, critiche a downgrade Moody's, mercato tiene

* Commissione Ue esprime dubbi su tempistica downgrade

* Italia colloca in asta tutti Btp offerti, tasso Btp 3 anni cala

* Moody’s cita rischio politico su riforme dopo governo Monti

MILANO, 13 luglio (Reuters) - La mossa a sorpresa di Moody‘s, che ha tagliato il rating sovrano dell‘Italia portandolo a due gradini dalla soglia di ‘junk’, ha provocato una reazione contenuta nei mercati, innescando, però, una lunga serie di reazioni politiche e istituzionali, culminate con quella della Commissione europea.

Non è passata inosservata la concomitanza del downgrade con le aste italiane di metà mese, in agenda questa mattina per un ammontare complessivo di 5,25 milardi di euro.

“Non abbiamo considerazioni da fare sul contenuto, ma possiamo legittimamente e seriamente interrogarci se il timing sia stato appropriato o meno” ha affermato un portavoce del commissario Ue agli Affari economici Olli Rehn.

Il downgrade di due notch, che ha portato il merito di credito a ‘Baa2’, con outlook confermato negativo, non ha inficiato l‘asta.

Tesoro italiano è riuscito a collocare tutti i Btp in offerta e, tra questi, il nuovo benchmark a tre anni ha registrato un rendimento in flessione a 4,65% da 5,30% della precedente asta.

“Sarebbe stata un‘asta abbastanza complicata anche senza il downgrade, cosa che fa sembrare il risultato ancora più sorprendente. Le banche nazionali continuano a fare la parte del leone nelle aste italiane”, ha commentato Nicholas Spiro della Spiro Sovereign Strategy.

Nell‘argomentare la bocciatura, Moody’s ha indicato rischi di ulteriore e netto incremento dei costi di finanziamento del paese, a causa di un clima di fiducia sempre più debole, del pericolo di contagio proveniente da Grecia e Spagna e della progressiva erosione della base di investitori non domestici.

“Un giudizio del tutto ingiustificato e anche fuorviante” ha dichiarato in mattinata in ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera, mentre il numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi ha sottolineato come “il nostro sistema manifatturiero è molto più forte di quello che appare dalle valutazioni di Moody‘s”.

VERSO ELEZIONI 2013, AUMENTANO INCOGNITE POLITICHE

Un giudizio critico sull‘intervento di Moody’s è giunto anche dalla britannica Barclays, primo specialist del Tesoro italiano. In un report la banca si dice abbastanza perplessa delle motivazioni. E, se da una parte il dibattito politico italiano si è riscaldato nelle ultime settimane - prosegue Barclays -, dall‘altra i partiti continuano a dare il loro sostegno al governo Monti.

Proprio l‘aspetto politico è stato sottolineato Moody‘s: l‘agenzia riconosce l‘impegno dell‘attuale governo sul fronte del risanamento dei conti, ma sottolinea come il peggioramento del quadro economico stia alimentando un generale malcontento verso l‘austerity, che potrebbe tradursi in una bocciatura delle riforma nelle prossime elezioni politiche della primavera 2013.

Punto, quest‘ultimo, colto anche da Bnp Paribas che in un report di commento al downgrade definisce l‘evoluzione del quadro politico come uno degli elementi di maggiore rischio per il percorso di risanamento italiano.

Luigi Speranza di Bnp Paribas parla infatti di uno scontento che “sta montando” in Italia e torna anche sulla fresca ricandidatura dell‘ex premier Silvio Berlusconi.

“L‘annuncio riduce le possibilità di una grande coalizione che vada dal Pd al Pdl, e andrà probabilmente a surriscaldare il dibattito politico durante l‘estate, amplificando l‘incertezza che circonda le elezioni” spiega Speranza.

Martedì scorso, parlando da Bruxelles, il premier Mario Monti aveva riconosciuto che l‘avvicinarsi della scadenza del governo tecnico, nella primavera 2013, avrebbe aumentato la sensibilità dei mercati nei confronti dell‘incertezza politica. Il premier, che non aveva escluso un ricorso in futuro al fondo salvastati europeo per calmierare la volatilità del mercato obbligazionario, si era detto, però, fiducioso che il paese avrebbe proseguito sulla strada delle riforme.

MERCATO EVITA CROLLO

Inevitabile un certa volatilità questa mattina sul mercato obbligazionario, con lo spread tra decennali italiani e tedeschi che in apertura di giornata è salito fino a 486 punti base, con rendimento sul dieci anni italiano che si riporta sopra quota 6%. In serata il differenziale si attesta sotto i 480 pb.

Parallelamente Piazza Affari ha viaggiato sulla parità in mattinata, accelerando nel pomeriggio in linea col tono positivo delle altre Borse europee.

“Il mercato aveva già prezzato qualcosa indipendentemente da questi rating” spiega Mario Spreafico, responsabile investimenti di Schroders private banking. “Se c‘è un rischio di downgrade molto robusto probabilmente i fondi hanno già fatto prima le loro scelte”.

E per ora, a detta degli operatori, il downgrade di Moody’s non provocherà l‘uscita automatica dei titoli di Stato italiani dai panieri di riferimento dei fondi di investimento, pur essendo rimasta la sola Fitch con una valutazione dell‘Italia nella categoria di rating ‘A’.

Fitch ha attualmente un rating sull‘Italia ad A- mentre S&P a BBB+, entrambe con outlook negativo.

(Giulio Piovaccari)

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