PUNTO 1-Senato ratifica fiscal compact e Esm, passano alla Camera

giovedì 12 luglio 2012 14:17
 

(Accorpa pezzi, aggiunge background)

ROMA, 12 luglio (Reuters) - L'aula del Senato ha approvato stamani i disegni di legge che ratificano gli accordi europei sul fiscal compact, l'introduzione del Meccanismo europeo di stabilità (Esm), e la relativa modifica del Trattato di funzionamento Ue.

I testi passano ora alla Camera che li esaminerà la prossima settimana con l'intenzione di arrivare al voto definitivo entro il 20 luglio, prima dunque della pausa estiva

L'Esm, pensato per fronteggiare la crisi dei debiti sovrani della zona euro su richiesta degli Stati in difficoltà e a certe condizioni, sarà operativo non appena lo avrà ratificato il 90%, in termini di contributo al capitale, dei 17 Stati che compongono la zona euro.

Il fondo è dotato di una capacità di prestito di 500 miliardi e sostituisce il meccanismo provvisorio Efsf (European financial stability facility) che ha già messo a disposizione circa 200 miliardi per sostenere Grecia, Portogallo e Irlanda.

Per introdurre l'Esm, il Consiglio europeo del 25 marzo 2011 ha adottato una modifica all'articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea aggiungendo il seguente paragrafo: "Gli Stati membri la cui moneta è l'euro possono istituire un meccanismo di stabilità da attivare ove indispensabile per salvaguardare la stabilità dell'intera zona euro. La concessione di qualsiasi assistenza finanziaria necessaria nell'ambito del meccanismo sarà soggetta a una rigorosa condizionalità". L'aula ha votato anche su tale modifica.

Il governo italiano ha fatto pressione affinché il Consiglio Ue di fine giugno e poi l'Eurogruppo di lunedì sostenessero il cosiddetto scudo anti-spread, cioè la possibilità per i Paesi come Italia e Spagna - sotto attacco dei mercati nonostante le riforme in atto - di chiedere un intervento diretto dell'Esm sui mercato dei titoli di Stato per non far salire lo spread oltre un certo tetto senza necessità di controllo da parte della Troika (Ue-Bce-Fmi), ma solo attraverso la sigla di un Memorandum of undestanding subordinato al rispetto delle raccomandazioni del semestre europeo.

L'accordo politico per un "uso efficiente e rapido" del fondo è stato raggiunto ma i dettagli sulle modalità di attivazione e il suo funzionamento non ancora.

Dal 2015 il Fiscal compact, che fissa la disciplina di bilancio europea, obbligherà l'Italia a ridurre la quota superiore al 60% del rapporto debito/Pil di un ventesimo all'anno. Le stime attuali del governo italiano indicano un rapporto debito/Pil al 123,4% questa'anno, per poi scendere al 121,5% nel 2013 fino al 114,4% nel 2015.   Continua...