July 12, 2012 / 8:35 AM / 5 years ago

PUNTO 3- Snam, con bond 2019 oggi si finanzia pagando meno di Btp

6 IN. DI LETTURA

(riscrive quinto paragrafo dopo definizione prezzo)

di Gabriella Bruschi

MILANO, 12 luglio (Reuters) - Due bond, due miliardi di euro in una settimana, a un costo di finanziameneto più conveniente di quello che deve sostenere il Tesoro italiano.

Con un ritmo raramente visto sul mercato dei capitali, Snam ha collocato stamane un nuovo bond da un miliardo attraendo ordini per ben 4,3 miliardi per una scadenza a 6 anni e mezzo (gennaio 2019), dopo che solo mercoledì scorso aveva collocato un altro miliardo a quattro anni attraendo quasi 4 miliardi di ordini. Non è inoltre escluso che torni presto sul mercato.

In entrambi i casi la società di distribuzione del gas è riuscita a stringere la guidance rispetto all'ipotesi iniziale e con il secondo bond è riuscita a ridurre il rendimento - in termini relativi - rispetto al primo. Ma soprattutto è riuscita a finanziarsi a un rendimento inferiore a quello del Btp corrispondente.

Così, mentre lo spread Btp/Bund stenta a scendere (resta in area 465 pb), gli emittenti finanziari sono costretti a finanziarsi a caro prezzo, e sono i corporate - meglio se 'investment grade' - ad avere la meglio in questo momento. E ciò potrebbe voler dire che altre società potrebbero ricorrere al mercato dei capitali prima della chiusura estiva.

Snam Riesce a Finanziarsi a Livello Piu' Basso Del Tesoro

Il nuovo bond gennaio 2019 è stato prezzato a mercati europei chiusi a 99,851, per offrire un rendimento di 370 punti base sopra il tasso midswap corrispondente. La guidance iniziale di era stata di 'area 380 pb', poi rivista a 370-375 pb.

Con una quotazione del Midswap attorno all'1,35% significa un rendimento attorno al 5%.

Il Btp a sei anni di riferimento - l'agosto 2018 - offre oggi su Mts il 5,3%, mentre il 7 anni - il settembre 2019 - paga 5,48%.

"Il book è fatto di account molto solidi che gradiscono il business di Snam e che vedono le utilities in generale con buone prospettive", dice una fonte vicina all'operazione.

Snam approfitta così di un mercato corporate decisamente migliorato nelle ultime due settimane per proseguire nel programma di emissioni fino a 8 miliardi - ora ridotto a 6 miliardi - che serviranno a rifinanziare linee di credito per 11 miliardi, derivanti dal distacco da Eni.

Inizia così a costruirsi una curva dell'emittente.

"Non è escluso che, se il mercato dovesse rimanere buono, si possa uscire di nuovo prima della pausa estiva", dice una fonte vicina all'operazione. Solitamente il mercato 'chiude', nel senso che il numero degli investitori si assottiglia, a partire dalla fine di luglio. "Ci sono ancora pochi giorni disponibili, vedremo", aggiunge.

Anche il mercato secondario risponde bene nel caso di Snam.

Il bond con scadenza 2016 collocato la scorsa settimana - e regolato solo ieri - a un rendimento pari a 340 punti base sul midswap, stamane quotava 305 punti base e oggi pomeriggio addirittura 295 punti base. "E anche il bond di oggi è destinato a percorre lo stesso sentiero virtuoso", dice un dealer del mercato secondario. Così la distanza rispetto al bond di oggi si limita a soli 45 punti base per una differenza di due anni e mezzo.

Le banche a guida dell'operazione di oggi sono Banca Imi, Bofa, Bnp Paribas, Hsbc, JP Morgan e Unicredit.

Il rating di Snam per Moody's è 'Baa1' con outlook stabile, per Standard & Poor's 'A-' con outlook negativo.

"Il mercato dei corporate tiene, è un momento propizio", dice un altro dealer.

Altri corporate italiani potrebbero essere allettati dalle buone condizioni. Sul mercato si fanno i nomi di Atlantia , Enel e Terna

Piu' Costoso Finanziamento Per Emittenti Junk E Financial

Non pari fortuna hanno gli emittenti junk e 'financial' "i primi perché 'pescano' in aree di investitori più speculativi, i secondi perché considerati più a rischio per il legame con il debito dei Paesi periferici", dice uno strategist.

Ieri Fiat - con rating non-investment grade - si è finanziata per 600 milioni - con ordini per 1,3 miliardi - dovendo pagare una cedola del 7,75% e uno spread sul mdswap pari a 677,5 pb, oggi poco variato sul mercato. Il deal ha sofferto di pesanti vendite sul mercato secondario dei vecchi bond della galassia Fiat mentre i book erano aperti.

La scorsa settimana Intesa Sanpaolo, pur considerata la regina dei financial italiani, si è finanziata a tre anni a 410 punti base sul midswap. Mentre - sempre la scorsa settimana, per onorare la call di un vecchio titolo, Generali ha dovuto pagare per un subordinato Tier2 a 30 anni, callable dopo 10, l'incredibile rendimento del 10,125%.

"Sono livelli di rendimento ancora alti, che non hanno ancora beneficiato del restringimento che abbiamo visto sui corporate, visto che i bilanci delle banche sono zeppi di debito di Italia e di altri periferici", dice un altro dealer.

Così, mentre il mercato - dopo l'uscita di Intesa - si attende una mossa da UniCredit, "ma a questi prezzi, non avendo urgenze, forse non è il caso" dice una fonte bancaria vicina all'istituto milanese.

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