11 luglio 2012 / 17:30 / 5 anni fa

PROFILO - Vittorio Grilli ministro dell'Economia

ROMA, 11 luglio (Reuters) - A quasi otto mesi dall‘ingresso nel governo Monti come vice dello stesso presidente del Consiglio all‘Economia, Vittorio Grilli diventa il nuovo responsabile di via XX Settembre.

Il giuramento al Quirinale arriva dopo la realizzazione di due progetti molto importanti per l‘esecutivo tecnico: Grilli ha negoziato per l‘Italia l‘approvazione di uno scudo calma-spread al summit Ue del 28 giugno e ha steso il decreto legge sulla revisione della spesa pubblica approvato il 5 luglio.

Uno degli obiettivi più ambiziosi che si è data l‘Italia di Monti con i partner europei è il pareggio strutturale di bilancio nel 2013.

“Non ci può essere né esitazione, né marcia indietro nella politica di risanamento dei conti pubblici”, ha detto Grilli all‘assemblea Unindustria di Roma in maggio.

“La sfida della finanza pubblica non è ancora completamente vinta: dobbiamo fare sempre di più, dobbiamo ridurre il settore pubblico e rendere l‘impatto sulla nostra crescita della pubblica amministrazione più piccola”, ha aggiunto.

Tra i primi a congratularsi con il neo ministro è stato Ollie Rehn, commissario europeo per gli Affari economici e monetari: “Vittorio, che conosco da molto tempo, ha avuto un ruolo chiave nella gestione della crisi dell‘eurozona. Sarò lieto di lavorare assieme a lui per risolvere la crisi del debito in Europa attraverso la ripresa, le riforme e il rafforzamento dell‘eurozona”, ha detto Rehn.

Nato a Milano, 55 anni, Grilli ha esordito al ministero nel 1993, chiamato dal mondo accademico come membro del consiglio degli esperti, organismo guidato all‘epoca da Mario Draghi, sotto la regia politica dell‘allora presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi.

Dopo una breve esperienza come managing director al Credit Suisse First Boston a Londra è tornato all‘Economia nel 2002 come Ragioniere generale dello Stato.

Nel 2005 il passaggio alla direzione del Tesoro al posto di Domenico Siniscalco, da qualche mese succeduto a Giulio Tremonti alla guida del dicastero dell‘Economia.

Grilli ha mantenuto questo incarico sotto governi di centrodestra e centrosinistra fino allo scorso anno.

Nel 2011, sostenuto da Tremonti, è stato uno dei candidati alla Banca d‘Italia al posto di Draghi.

Da direttore generale del Tesoro ha sovrinteso la preparazione dei documenti di programmazione economica, la gestione del debito e dell‘attivo dello Stato e si è occupato in prima persona dei dossier internazionali, G20 e G7 in primis.

Dall‘aprile dello scorso anno e fino allo scorso novembre ha presieduto a Bruxelles il Comitato economico e finanziario (Cef) che prepara le riunioni dell‘Ecofin e sorveglia l‘andamento dell‘economia e dei conti pubblici dei Paesi Ue.

Il ruolo prettamente tecnico di Grilli e la sua esperienza di docente a Yale gli hanno valso il soprannome di “professore”, mentre deve la sua formazione accademica di base all‘università Bocconi, di cui Monti è stato per anni rettore, dove si è laureato con una tesi sui tassi di cambio.

(Giselda Vagnoni)

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