10 luglio 2012 / 16:14 / tra 5 anni

PUNTO 2 - Italia interessata a meccanismo taglia-spread - Monti

* Condizionalità light per Esm come stabilizzatore spread

* Italia può essere interessata a uso Esm come taglia-spread

* Dettagli tecnici taglia-spread ancora aperti

* Monti non intende prolungare suo mandato oltre voto 2013 (Riscrive aggiungendo quotazioni spread)

BRUXELLES, 10 luglio (Reuters) - Il premier Mario Monti ha riconosciuto oggi che l‘Italia potrebbe essere interessata ad interventi dell‘European stability mechanism per calmierare la volatilità sui mercati dei bond, dal momento che la fragilità dei mercati condiziona pesantemente i costi di finanziamento del paese nonostante il percorso di risanamento intrapreso.

“Sarebbe ardito dire che l‘Italia non avrà mai bisogno di aiuti di questo o di quel fondo”, ha detto Monti nella conferenza stampa al termine della riunione Ecofin.

Il premier ha però aggiunto di essere fiducioso sul fatto che il paese, essendosi messo sulla strada dei conti in ordine, non si appresti a chiedere interventi di salvataggio sovrano, come quelli di Grecia, Portogallo e Irlanda.

“Quello che l‘Italia ha voluto proporre - pensando eventualmente a sè, ma anche ad altri paesi - è una modalità di sostegno [attraverso Esm] con acquisti sul primario e sul secondario per il contenimento delle fluttuazioni degli spread”, ha detto Monti, sottolineando che i ministri delle finanze della zona euro hanno confermato, senza divergenze, l‘utilizzo del fondo per stabilizzare i mercati.

Oggi il differenziale tra i rendimenti di Btp e Bund a dieci anni ha terminato la seduta in restringimento a 465 punti base (con un minimo a quota 453) da 479 della chiusura di ieri, con un rendimento del benchmark decennale a 5,96% dopo una puntata ieri al di sopra della soglia del 6%. Italia e Spagna, che ieri notta ha ricevuto dai partner della zona euro la promessa di una prima tranche di aiuti da 30 miliardi per le proprie banche, combattono da mesi con una volatilità molto forte dei tassi di interesse sul loro debito a causa della crisi della zona euro.

E proprio la fragilità dei mercati e la difficoltà di un paese sulla strada del riequilibrio dei conti, come l‘Italia, nel riguadagnare la fiducia degli investitori hanno spinto Roma a impegnarsi per convincere i partner della zona euro a definire modalità di utilizzo del fondo salvastati per la stabilità finanziaria dell‘area valutaria, hanno spiegato il premier e il vice ministro dell‘Economia Vittorio Grilli.

Sul fronte del suo impegno personale alla guida di un governo, l‘economista ha escluso una sua permanenza oltre la scadenza naturale indicata dalle elezioni nella primavera 2013, pur riconoscendo che l‘incertezza politica turba i mercati.

PER ATTIVARE TAGLIA SPREAD MEMORANDUM LEGGERO

La seconda modalità di intervento del fondo salvastati, essendo studiata per i paesi che non presentano gravi squilibri fiscali, non imporrà ulteriori condizioni e misure di bilancio ai richiedenti, così pure non renderà necessario lo stretto monitoraggio degli ispettori Bce, Fmi e Unione europea.

“Se un paese rispetta le raccomandazioni europee e non è sotto procedura - o sta rispettando le indicazioni per uscire dalla procedura Ue - siglerà [per l‘intervento dell‘Esm] un Memorandum of Understanding, ma non ci sarà bisogno di altre ricette della troika”, ha spiegato Monti.

Il premier ha riconosciuto che l‘Esm dovrà dividere le risorse utilizzare per correre in aiuto di Stati sovrani e sistemi bancari pericolanti con quelle che potranno essere destinate a interventi a calmierare le fluttuazioni di mercato, ma ha aggiunto “penso che il mercato ci penserebbe bene prima di prendere posizione... non penso che sarebbe necessario un imposto ingente, ma posso sbagliare”.

Grilli ha sottolineato, comunque, che “i dettagli tecnici per l‘utilizzo dell‘Esm in funzione taglia-spread sono tutti aperti”, compresa la possibilità di far scattare un meccanismo di leverage per utilizzare al meglio le risorse del fondo salva stati.

Al termine di una riunione durata nove ore, l‘Eurogruppo ha riconfermato nelle prime ore di stamattina l‘intenzione, enunciata dal summit europeo di fine giugno, di usare Efsf/Esm per proteggere la stabilità finanziaria della zona euro. Ieri i numeri uno della Banca centrale europea e del fondo Esm hanno siglato un accordo tecnico che assegna a Francoforte il ruolo di agente sui mercati dei bond per conto del fondo salvastati.

(Francesca Landini)

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