10 luglio 2012 / 11:06 / 5 anni fa

PUNTO 1 - Banche, prestiti a imprese calano a maggio, prima volta da luglio 2010

(riscrive, aggiunge dettagli, background)

di Gabriella Bruschi

MILANO, 10 luglio (Reuters) - La gigantesca iniezione di liquidità effettuata dalla Banca centrale europea a favore del sistema bancario non riesce a trasferirsi alle imprese italiane, sia a causa dell‘estrema debolezza dell‘economia, sia per la riluttanza degli istituti di credito a concedere fondi nel timore di incorrere in maggiori sofferenze, preferendo invece il più tranquillo investimento in titoli di Stato.

Di contro, la raccolta continua a crescere, seppur di poco, confermando una situazione italiana senza segnali di quella corsa agli sportelli che si era vista in Grecia nelle scorse settimane.

I dati relativi a maggio resi noti oggi dalla Banca d‘Italia fotografano una situazione dell‘attività bancaria in cui spicca il calo annuo dei prestiti alle imprese, che hanno mostrano un -0,4% dall‘1,3% di aprile: occorre tornare al luglio 2010 per ritrovare dati così bassi. In quell‘occasione il tasso di variazione dei prestiti alle imprese era stato pari a -0,8%, ultimo valore di una serie negativa iniziata a ottobre 2009.

Nelle due operazioni con cui la Bce a dicembre e febbraio ha fornito circa 1.000 miliardi di fondi al sistema bancario europeo al modesto tasso dell‘1% le banche italiane hanno ricevuto coplessivamente circa 255 miliardi.

Restano positivi invece i prestiti alle famiglie, sebbene anch‘essi abbiano mostrato un rallentamento con un crescita delll‘1,4% da +1,8% di aprile.

Tra gli argomenti forniti dalle banche per giustificare la loro politica restrittiva in materia di fondi all‘economia c‘è, da una parte, la scarsa domanda delle stesse imprese di fronte alla conguintura negativa, dall‘altra il timore in nuove sofferenze.

Gli indici Pmi sia nel settore manifatturiero sia in quello dei servizi hanno mostrato la continua debolezza della dinamica degli ordini. Il dato di oggi sulla produzione industriale di maggio ha mostrato a sorpresa un +0,8%, contro attese di un -0,2%, visto per lo più come un rimbalzo tecnico .

Le sofferenze bancarie in effetti stanno continuando a crescere: in maggio hanno visto un +15,1% dopo il +14,6% di aprile, ma è dal novembre 2008 che hanno iniziato il trend in crescita, secondo i dati Bankitalia.

Meglio allora - emerge dai dati - investire la liquidità a disposizione in titoli di Stato con il doppio effetto di aiutare a tener sotto controllo il costo dell‘enorme debito italiano e di incassare elevati interessi. L‘ammontare di titoli di Stato italiani detenuti dalle banche con sede in Italia era a fine maggio pari a 302,53 miliardi, in crescita dai 294,93 di aprile.

In questo quadro l‘elemento positivo, che rifugge il peggior spettro di questa crisi intenazionale, è la conferma dell‘affezione degli italiani per i conti correnti.

I depositi delle banche italiane in maggio sono cresciuti del 2,1% in maggio, dall‘1,8% in aprile.

Sostanzialmente invariati i tassi di interesse sui nuovi finanziamenti alle imprese in maggio (quelli oltre un milione di euro) a 3,13% da 3,12% di aprile.

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