SINTESI 2- Bce, Draghi lascia porta aperta a nuovi interventi

lunedì 9 luglio 2012 17:17
 

(aggiunge dichiarazioni Draghi a parlamento europeo)

BRUXELLES, 9 luglio (Reuters) - Il presidente della Bce Mario Draghi non chiude la porta a nuovi tagli dei tassi e a nuove misure di sostegno monetario dell'economia della zona euro, spiegando che ogni nuovo intervento sarà deciso sulla base dei dati economici.

Parlando alla commissione Affari economici e monetari del Parlamento europeo, a pochi giorni dall'ultima riunione del direttivo della banca centrale che ha tagliato il costo del denaro al nuovo minimo storico dello 0,75%, Draghi ha spiegato: "non ci leghiamo le mani, dobbiamo guardare a quale è la situazione, guardare ai dati e agli sviluppi, e dopo ci formeremo un'opinione all'interno del Consiglio direttivo su quali saranno le nostre prossime azioni", aggiungendo che la Bce farà tutto quello che è necessario, nei limiti del proprio mandato.

Giovedì scorso, proprio all'inizio della conferenza stampa post-ribasso sui tassi, Draghi aveva voluto ricordare con enfasi che tutte le misure di sostengo alla liquidità adottate dalla Bce sono per natura temporanee. Oggi il numero uno della banca centrale, pur ribadendo che "l'assistenza finanziaria può essere solo temporanea" spiega che "l'efficace risoluzione della crisi richiede azioni decise da parte delle banche centrali ma anche degli altri attori politici, in particolare i governi".

E se Draghi invita a non essere troppo pessimisti sull'economia - ribadendo ancora una previsione di moderata ripresa per fine anno - nel corso della sua testimonianza il governatore torna anche sul tema dello sforzo di integrazione all'interno della zona euro.

"Dobbiamo muoverci verso un'ulteriore condivisione della sovranità nel campo fiscale, finanziario ed economico" afferma Draghi che, in dettaglio, invita a definire entro la fine dell'anno un ragionevole progetto per l'unione bancaria.

Non sarà invece pronta per fine anno, secondo Draghi, la possibilità di ricapitalizzare direttamente le banche attraverso l'Esm, il fondo salva stati permanente.

"La cosa sarò operativa solo quando avremo messo in campo la supervisione e ho detto che ci vorrà un po' di tempo ma non ho detto quanto. All fine dell'ultimo Consiglio europeo ho detto: è probabilmente meglio prendersi un po' di tempo invece che fare le cose in maniera affrettata" spiega il numero uno di Eurotower che agigunge: "stiamo facendo più velocemente che possiamo, vogliamo che le cose siano fatte bene (...) ma lasciatemi dire che non è un gran problema. Se le banche hanno bisogno di essere ricapitalizzate, e l'Esm non è ancora operativo, saranno ricapitalizzate attraverso l'Efsf".

Nello stesso pomeriggio in cui, sempre a Bruxelles, ha inizio la riunione dell'Eurogruppo che dovrebbe delineare i dettagli dell'accordo raggiunto nel vertice Ue di fine giugno, Draghi sottolinea l'importanza dei passi compiuti sul tema dei meccanismi di stabilizzazione degli spread e dell'unione bancaria.   Continua...