10 luglio 2012 / 14:43 / 5 anni fa

SCHEDA - Spending review, tagli da 4,4 mld in 2012, 10,57 in 2013

(Riscrive fornendo nuovi dettagli da relazione tecnica)

10 luglio (Reuters) - La prima fase operativa della spending review assicura allo Stato risorse pari a 4,4 miliardi nel 2012, 10,57 miliardi nel 2013 e 11,23 miliardi nel 2014.

Il decreto legge, entrato in vigore il 7 luglio e ora all'esame del Senato, pone le basi per ridurre del 10% la pianta organica dei dipendenti pubblici, contiene tagli alla spesa corrente e alle dotazioni di ministeri ed enti locali.

Un nuovo provvedimento vedrà la luce nelle prossime settimane e riguarderà le agevolazioni fiscali, la revisione strutturale della spesa e i contributi pubblici sulla base delle analisi fatte dai consulenti dell'Esecutivo Giuliano Amato e Francesco Giavazzi.

"La riduzione della spesa non incide in alcun modo sulla quantità di servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni a favore dei cittadini ma mira a migliorarne la qualità e l'efficienza", ha sostenuto il governo al momento di presentare il decreto.

DECRETO RIDUCE DEFICIT DI 600 MLN IN 2012

Il provvedimento raccoglie risorse (maggiori entrate più minori spese) pari a circa 4,39 miliardi nel 2012. Non tutti i fondi derivano da minori spese, dal momento che il decreto attinge per 600 milioni al gettito riscosso dalle Regioni speciali e dalle province autonome di Trento e Bolzano.

Sempre nel 2012 il decreto prevede 3,79 miliardi di oneri (minori entrate più maggiori spese). La differenza, pari a 600 milioni, va a ridurre l'indebitamento netto.

La spending review raccoglie 10,57 miliardi nel 2013 e 11,23 nel 2014. Gli impieghi ammontano rispettivamente a 10,56 e a 11,21 miliardi. L'effetto positivo sui saldi nei prossimi anni è quindi di pochi milioni di euro.

AUMENTO IVA SOSPESO DA OTTOBRE FINO AL 30 GIUGNO 2013

Le aliquote Iva del 10 e del 21% saliranno di due punti percentuali dal primo luglio 2013 e non più da ottobre 2012, come prevede la manovra correttiva di dicembre. I risparmi raccolti attraverso il taglio mirato della spesa pubblica sono sufficienti anche per ridurre dal 2014 le due aliquote di un punto percentuale, quindi all'11 e al 22%.

Il governo ipotizza di eliminare totalmente l'incremento dell'Iva utilizzando la Legge di stabilità del 2013, la nuova Finanziaria, che deve essere presentata in Parlamento entro metà ottobre 2012.

Per trovare le risorse necessarie, pari a 6,6 miliardi nel 2013, il governo dovrà attingere a nuovi tagli di spesa e all'eliminazione di parte delle numerose agevolazioni fiscali oggi esistenti.

PENSIONE PER ALTRI 55.000 ESODATI. I FONDI PER IL SISMA

Il governo promette la pensione anticipata ad altri 55.000 esodati dopo i 65.000 già garantiti con un primo decreto.

La relazione tecnica al decreto quantifica gli oneri a carico dello Stato in circa 4,2 miliardi tra 2014 e 2020: 190 milioni nel 2014, 590 nel 2015, 1,05 miliardi nel 2016, 1,18 miliardi nel 2017, 840 milioni nel 2018, 255 nel 2019 e 35 milioni del 2020.

Gli esodati sono coloro che, dietro indennizzi e incentivi delle aziende, hanno accettato di licenziarsi senza poi poter accedere alla pensione a causa della nuova riforma previdenziale di dicembre, che ha alzato i requisiti anagrafici e contributivi necessari per ottenere l'assegno.

Previsti anche stanziamenti per la ricostruzione delle zone danneggiate dal sisma in Emilia Romagna, Lombardia e Veneto, pari a 1 miliardo per il 2013 e 1 miliardo per il 2014.

OLTRE 2 MLD ALLE SPESE INDIFFERIBILI

Una quota non marginale dei risparmi serve nel 2013 a finanziare spese non iscritte a bilancio ma ritenute dal governo "indifferibili".

Agli autotrasportatori vanno 400 milioni, altrettanti al cinque per mille. Per le missioni militari all'estero il governo stanzia 1 miliardo. Il Fondo per la concessione dei prestiti d'onore è incrementato di 90 milioni.

Alla manutenzione delle strade vanno 72,8 milioni, 103 milioni sono previsti per garantire la gratuità dei libri di testo alle famiglie meno abbienti. Le Università private si vedono riconoscere 10 milioni.

TAGLIO DEL 10% PER I DIPENDENTI PUBBLICI

Il decreto delinea il processo che dovrebbe portare a ridurre del 20% i dirigenti e del 10% i dipendenti occupati nelle amministrazioni dello Stato.

Le Forze armate ridurranno il totale generale degli organici in misura non inferiore al 10%.

Il decreto prevede che il personale in sovrannumero possa andare in pensione entro il 2014 se matura i requisiti anagrafici e contributivi in vigore prima della riforma previdenziale di dicembre.

I dipendenti in soprannumero, se non ricollocabili, saranno messi in disponibilità (la cassa integrazione degli statali) con l'80% dello stipendio per un periodo fino a 24 mesi, prorogabile a 48 per il personale che durante questo tempo matura i requisiti pensionistici.

La relazione tecnica spiega che sono 24.000 i dipendenti pubblici in esubero, circa 11.000 nei ministeri e negli enti pubblici non economici e 13.000 negli enti territoriali (escluse le regioni). I dipendenti in possesso dei requisiti per andare in pensione dal 31 dicembre 2011 sono 8.000: 6.000 occupati nei ministeri e negli enti non economici e 2.000 negli enti territoriali.

Dal primo ottobre 2012 il valore dei buoni pasto riconosciuti ai dipendenti pubblici non potrà superare i 7 euro. Scatta inoltre il divieto di monetizzare le ferie.

I TAGLI AI MINISTERI

Il decreto riduce la dotazione dei ministeri di oltre 1,5 miliardi l'anno a partire dal 2013.

La parte del leone la assicura il ministero dell'Economia con oltre 600 milioni l'anno. Segue la Difesa con 203 milioni nel 2013 che salgono a 176,4 nel 2014 e a 256,8 nel 2015.

SOPPRESSI ISVAP E COVIP, NASCE L'IVARP

Spariscono l'Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (Isvap) e la Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip).

Le funzioni dei due enti saranno accorpate dall'Ivarp, che nasce come unico istituto per la vigilanza sulle assicurazioni e sul risparmio previdenziale e opererà attraverso le strutture della Banca d'Italia.

Il presidente dell'istituto sarà il direttore generale di Via Nazionale.

L'amministrazione generale della nuova Authority spetta ad un consiglio composto dal presidente e da due consiglieri.

Il direttorio della Banca d'Italia, allargato ai tre membri del consiglio, ha il compito di definire l'attività di indirizzo e la direzione strategica dell'Ivarp.

LA STRETTA ALLA SPESA CORRENTE

Le spese per l'acquisto di beni e servizi da parte dei ministeri si riducono di 121,1 milioni nel 2012, di 615 milioni nel 2013 e nel 2014.

I contratti stipulati in violazione dell'obbligo di approvvigionarsi attraverso la Consip saranno nulli e costituiranno illecito disciplinare oltre che causa di responsabilità amministrativa. Saranno fatti salvi i contratti stipulati tramite diverse centrali di committenza, se prevedono condizioni più favorevoli per le amministrazioni pubbliche.

Dal 2013 gli uffici pubblici non potranno spendere più del 50% della spesa sostenuta nel 2011 per l'acquisto o il noleggio di auto.

Il governo blocca da quest'anno fino al 2014 gli adeguamenti Istat sui canoni pagati dalle amministrazioni pubbliche per gli immobili in affitto. Dal primo gennaio 2013 i canoni saranno anche ridotti del 15% salvo il diritto di recesso garantito al locatore.

TAGLIOLA PER SPA PUBBLICHE E SOCIETA' IN HOUSE

Stretta sulle società a totale partecipazione pubblica che hanno ottenuto nel 2011 un fatturato da prestazioni di servizi a favore di pubbliche amministrazioni per oltre il 90%. Per queste società il decreto prevede lo scioglimento entro fine 2013 o l'alienazione delle partecipazioni entro il 30 giugno 2013 con "contestuale assegnazione del servizio per cinque anni a partire da gennaio 2014". In più, i consigli di amministrazioni dovranno comporsi di tre membri. La misura non si applica alle società che erogano servizi "in favore dei cittadini" come le utility.

Dal primo gennaio 2014 l'affidamento diretto può avvenire solo a favore di società a capitale interamente pubblico nel rispetto della normativa comunitaria per la gestione in house, a condizione che il valore economico del servizio o dei beni oggetto di affidamento sia pari o inferiore a 200.000 euro annui. Il governo fa comunque salvi gli affidamenti in essere fino alla scadenza naturale e comunque fino al 31 dicembre 2013.

Con l'entrata in vigore del decreto è scattato il divieto di inserire clausole arbitrali nei contratti di servizio tra società a totale partecipazione pubblica, diretta o indiretta, e amministrazioni statali.

LE PROVINCE VERRANNO DIMEZZATE

Il decreto punta ad accorpare le province con l'obiettivo di dimezzarne il numero attuale, ora superiore a 100.

La riduzione avverrà sulla base di due criteri: il primo è la dimensione territoriale, il secondo è la popolazione.

La definizione esatta dei parametri per la dimensione territoriale e la popolazione sarà completata entro 10 giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, con un provvedimento del Consiglio dei ministri.

Entro il primo gennaio 2014 verranno istituite 10 Città metropolitane: Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria. Contestualmente, verranno soppresse le relative province".

I TAGLI AGLI ENTI LOCALI: 2,3 MLD IN 2012, 5,2 IN 2013

La spending review prevede tagli a Regioni ed enti locali per 2,3 miliardi nel 2012, 5,2 miliardi nel 2013 e 5,5 miliardi dal 2014.

Il conto più salato lo pagano le Regioni, con una stretta ai trasferimenti di 1,3 miliardi nel 2012, 2,2 miliardi nel 2013 e 2,5 miliardi nel 2014.

Attraverso una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio i comuni dovranno rinunciare a 500 milioni quest'anno e a 2 miliardi a decorrere dal 2013.

Il contributo delle province è di 500 milioni nel 2012 e di 1 miliardo dal 2013.

I TAGLI ALLA SANITA'

Il decreto taglia il fondo sanitario nazionale di 900 milioni nel 2012, di 1,8 miliardi nel 2013 e di 2 miliardi dal 2014.

Non solo. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano dovranno adottare, entro il 30 novembre 2012, piani per ridurre da 4 a 3,7 i posti letto per ogni mille abitanti. Il ministero della Salute ha quantificato in 7.000 i minori posti letto a partire dal 2013.

Il tetto annuo di spesa per l'acquisto di dispositivi medici viene ridotto dal 5,2% del 2011 al 5% nel 2012, al 4,9% nel 2013 e al 4,8% nel 2014.

Sale al 3,65% dall'1,82% lo sconto obbligatorio che le farmacie e le aziende farmaceutiche praticano nei confronti del servizio sanitario nazionale. Per le aziende farmaceutiche lo sconto passa da 1,83% a 6,5% ma solo nel 2012.

Dal 2013 il tetto di spesa per la farmaceutica territoriale scende all'11,5% (rispetto al precedente 13,3%). Per la farmaceutica ospedaliera il nuovo tetto è del 3,2% (rispetto al precedente 2,4%).

DA 2013 AGGIO EQUITALIA ALL'8%. I DEBITI DELLA PA

Il decreto riduce di un punto percentuale all'8% la remunerazione (aggio) garantita a Equitalia per l'attività di riscossione delle imposte.

A condizione di trovare le risorse necessarie, un decreto del Tesoro da emanare entro novembre 2012 potrà ridurre l'aggio di "ulteriori quattro punti percentuali".

Le imprese che vantano crediti commerciali verso la pubblica amministrazioni e vogliono essere pagate in titoli di Stato (tetto massimo 2 miliardi secondo quanto prevede la legge sulle liberalizzazioni) avranno tempo fino al 27 luglio per fare domanda.

(Giuseppe Fonte)

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