5 luglio 2012 / 09:10 / 5 anni fa

PUNTO 1-Ue, Terzi non vede problemi per formalizzazione intesa calma-spread

(Aggiunge dichiarazioni Rehn)

ROMA, 5 luglio (Reuters) - Le insofferenze mostrate da Olanda e Finlandia nei confronti del nascente meccanismo di stabilizzazione degli spread sui bond della zona euro non bloccheranno la formalizzazione dell‘intesa raggiunta la settimana scorsa dal Consiglio europeo.

E’ l‘opinione espressa dal ministro degli Esteri Giulio Terzi che ieri ha partecipato all‘incontro bilaterale tra il governo italiano guidato da Mario Monti e quello tedesco guidato da Angela Merkel.

“Sono in contatto costante con i colleghi di Finlandia e Olanda. Non ho discusso con loro in dettaglio nelle ultime ore la loro posizione sull‘anti-spread...non credo ci sia un problema”, ha detto Terzi intervenendo a Radio Anch‘io su Rai 1.

“Anche dalla sensazione che abbiamo tratto di grande sintonia durante l‘incontro di ieri [tra Italia e Germania] mi pare che l‘atmosfera sia molto positiva”.

I leader europei hanno deciso venerdì scorso di permettere ai fondi salva-Stati di agire sul mercato primario e secondario per stabilizzare i tassi dei titoli dei Paesi in linea con le regole europee di bilancio.

La decisione, vista come una vittoria di Monti in Italia, è stata molto criticata in Germania, dove prevale l‘idea che qualsiasi forma di aiuto agli Stati in difficoltà allenti la pressione al consolidamento dei conti.

I dettagli dell‘accordo non sono ancora noti, ma Finlandia e Olanda si sono già espresse contro e Monti non ha escluso che per superare le opposizioni dei due paesi nordici i ministri delle Finanze, ai quali spetta il compito di formalizzare l‘accordo, debbano riunirsi oltre che il 9 anche il 20 luglio.

Uno dei nodi riguarda le modalità di attivazione del nuovo strumento di stabilizzazione dei mercati.

Monti ha ottenuto il superamento del monitoraggio della troika Commissione Ue, Bce e Fmi ma restano confermati i controlli sul rispetto delle raccomandazioni Ue per accedere agli aiuti come ha voluto sottolineare la Merkel. Linea sostenuta anche dal presidente della Bce Mario Draghi che ha parlato di “stretta condizionalità”.

“Perchè lo scudo possa entrare in funzione ci vorrà la richiesta da parte dello Stato interessato, poi un‘analisi e una raccomandazione da parte della Banca centrale europea e altre condizioni ancora”, ha spiegato il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn in un‘intervista pubblicata oggi sul Corriere.

Alla domanda se Italia e Spagna potranno sicuramente contare su questo intervento in caso di bisogno, Rehn ripete: “Dipenderà dalle analisi e dalle raccomandazioni della Bce e dalle altre condizioni”.

La decisione sullo scudo, ha aggiunto il commissario, “dipenderà da tutti i paesi dell‘eurozona, all‘unanimità. A meno che una particolare emergenza metta in pericolo la stabilità dell‘eurozona: in quel caso, si decide a maggioranza”.

(Giselda Vagnoni)

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