Poligoni militari, ambientalisti contestano norma che evita bonifiche

mercoledì 4 luglio 2012 17:17
 

ROMA, 4 luglio (Reuters) - Una modifica al codice ambientale inserita dal governo nel cosiddetto "decreto sviluppo" che consente di evitare le bonifiche nei poligoni e nelle basi militari con un risparmio stimato in 100 milioni di euro, è stata contestata oggi da Legambiente, che l'ha definita "scandalosa".

"Abbiamo riscontrato con grande sorpresa e sgomento che nel decreto Sviluppo messo a punto dal ministro dello Sviluppo Economico è stato introdotto all'ultimo momento un comma che modifica il Codice Ambientale (Decreto 152/2006), dando la possibilità di stabilire valori di soglia per gli inquinanti più elevati e di bonificare, quindi, solo parzialmente le aree militari e quelle ad uso esclusivo delle forze armate", ha detto in un comunicato il presidente dell'associazione ambientalista, Vittorio Cogliati Dezza.

La modifica compare nel decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, all'articolo 35, riguardante "Disposizioni in materia di ricerca ed estrazione di idrocarburi".

"Per avviare il necessario processo di bonifica ambientale per tutte le aree militari contaminate in Italia - prosegue Cogliati Dezza - serve un adeguato piano di finanziamenti e non un escamotage che per limitare costi e tempi rinuncia al corretto risanamento del territorio".

Per la Sardegna e per il Poligono di Quirra in particolare - aggiunge il presidente di Legambiente Sardegna, Vincenzo Tiana - si tratterebbe di una norma "offensiva, perché attraverso questo 'trucco' si elude l'impegno assunto dalla commissione parlamentare d'inchiesta sulle basi militari, che aveva quantificato in 100 milioni di euro una prima valutazione dei costi delle bonifiche delle aree".

"A questo quadro negativo - conclude Vincenzo Tiana - si aggiunge il timore per le misure ipotizzate dal provvedimento di revisione di spesa pubblica che prevedono un forte ridimensionamento delle risorse per il risanamento sull'uranio impoverito".

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