4 luglio 2012 / 12:28 / 5 anni fa

SCHEDA - Spending review, il decreto allo studio del governo

ROMA, 4 luglio (Reuters) - Mobilità obbligatoria per i dipendenti pubblici in esubero, soppressione di numerosi enti pubblici, nullità dei contratti di acquisto che non passano per la Consip, nuovi massicci tagli a regioni ed enti locali e stretta sulla spesa sanitaria.

Il Consiglio dei ministri si riunirà venerdì 6 luglio per adottare il decreto legge con i tagli della spending review.

Oltre a ridimensionare l'aumento dell'Iva, il decreto rifinanzia tutta una serie di spese "indifferibili" per un valore di poco superiore al miliardo.

Ecco una sintesi delle misure in base alla bozza in circolazione:

AUMENTO IVA DA 2013 E PER SOLO 1 PUNTO PERCENTUALE

Si attenua l'incremento della tassazione sui consumi previsto dalla manovra correttiva di dicembre.

Le aliquote Iva del 10 e del 21% saliranno di un punto percentuale anziché di due ma solo dal primo gennaio 2013 e non dal primo ottobre. La bozza cancella inoltre l'ulteriore incremento di 0,5 punti percentuali previsto a partire dal 2014.

IN 2013 1,4 MLD A FINANZIAMENTO SPESE INDIFFERIBILI

Una quota non marginale dei risparmi attesi dalla spending review serve nel 2013 a finanziare spese non iscritte a bilancio ma ritenute dal governo "indifferibili".

Al sostegno degli autostrasportatori vanno 200 milioni, 400 milioni al 5 per mille.

Il governo destina 200 milioni al finanziamento delle scuole non statali e 10 milioni alle Università private. Altri 90 milioni vanno ad incrementare la dotazione del fondo per la concessione dei prestiti d'onore e l'erogazione delle borse di studio.

Per le missioni militari all'estero il governo mette a bilancio 1 miliardo, per la manutenzione delle strade 72,8 milioni.

TAGLIO DEL 10% PER I DIPENDENTI PUBBLICI

La bozza conferma il taglio del 20% dei dirigenti e del 10% del personale occupato nelle amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, delle agenzie, degli enti pubblici non economici e degli enti di ricerca.

Il taglio della pianta organica sarà disposto attraverso decreti della presidenza del Consiglio.

Si potranno tuttavia escludere dalla riduzione le strutture del comparto sicurezza e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, il Corpo della polizia penitenziaria, il personale amministrativo operante presso gli uffici giudiziari, i ricercatori e i tecnologi degli enti di ricerca, i magistrati, gli avvocati e i procuratori dello Stato, il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia.

I dipendenti in esubero sarannno messi in disponibilità (la cassa integrazione degli statali) per 24 mesi con l'80% dello stipendio. I mesi di mobilità potranno salire a 48 laddove il personale maturi "entro il predetto arco temporale i requisiti per il trattamento pensionistico".

Per favorire la riduzione del personale la bozza prevede una deroga alla riforma previdenziale del ministro Elsa Fornero, garantendo l'assegno pensionistico a chi, in base ai vecchi requisiti, avrebbe maturato il diritto a ritirarsi dal lavoro entro il 31 dicembre 2014.

LA STRETTA DI BONDI SULLA SPESA CORRENTE

La bozza prevede che i contratti stipulati in violazione dell'obbligo di approvvigionarsi attraverso la Consip siano nulli, costituiscano illecito disciplinare e causa di responsabilità amministrativa.

Dal 2013 gli uffici pubblici non potranno spendere più del 50% della spesa sostenuta nel 2011 per l'acquisto o il noleggio di auto.

Il governo si avvia anche a bloccare fino al 2014 gli adeguamenti Istat sui canoni pagati dalle amministrazioni pubblici per gli immobili in affitto.

Gli uffici potranno rinegoziare i contratti di affitto in scadenza al primo gennaio 2013 avvalendosi della possibilità di ridurre il canone in misura pari al 15%. Per il locatore è prevista comunque la facoltà di recedere dal contratto.

I consigli di amministrazione delle società non quotate a totale partecipazione pubblica, diretta ed indiretta, dovranno comporsi di non più di tre membri.

Saranno liquidate o messe in vendita le società in house che svolgono servizi nei confronti della sola pubblica amministrazione.

Dalla data di entrata in vigore del decreto scatterà il divieto di inserire clausole arbitrali nei contratti di servizio tra società a totale partecipazione pubblica, diretta o indiretta, e amministrazioni statali.

ENTI SOPPRESSI

La bozza sopprime l'Istituto nazionale di ricerca matrologica, la Stazione zoologica Anton Dohrn, l'Istituto italiano di studi germanici e l'Istituto nazionale di matematica. Via anche l'Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale, l'Istituto nazionale di astrofisica e il Museo storico della fisica.

LA SOPPRESSIONE DELLE PROVINCE

Entro venti giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, il Consiglio dei ministri dovrà definire un piano per ridurre e accorpare le province sulla base di tre criteri: dimensione territoriale, numero di abitanti e numero di comuni presente in ciascuna provincia.

La bozza prevede che le province di Roma, Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Reggio Calabria siano soppresse dal primo giugno 2013 per diventare città metropolitane.

I comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti dovranno associarsi obbligatoriamente.

I TAGLI AGLI ENTI LOCALI: 2,2 MLD IN 2012, 5 IN 2013

La spending review prevede tagli a Regioni ed enti locali per 2,2 miliardi nel 2012, 5 miliardi nel 2013 e 5,5 miliardi dal 2014.

Il conto più salato lo pagano le Regioni (sia a statuto ordinario sia speciale), con una stretta ai trasferimenti di 1,2 miliardi nel 2012, 2 miliardi nel 2013 e 2,5 miliardi nel 2014.

Attraverso una riduzione del fondo sperimentale di riequilibrio i comuni dovranno rinunciare a 500 milioni quest'anno e a 2 miliardi a decorrere dal 2013.

Il contributo delle province è di 500 milioni nel 2012 e di 1 miliardo dal 2013.

I TAGLI ALLA SANITA'

Il governo si avvia a tagliare il fondo sanitario nazionale di un 1 miliardo nel 2012 e di 2 miliardi nel 2013.

Le regioni dovranno adottare, entro il 30 novembre 2012, provvedimenti di riduzione dei posti letto ospedalieri "ad un livello non superiore a 3,7 posti letto per mille abitanti, comprensivi di 0,7 posti letto per mille abitanti per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie".

Le industrie farmaceutiche si vedranno aumentare lo sconto a favore del sistema sanitario nazionale al 6,5% nel 2012. Sale in via permanente al 3,65% lo sconto dovuto dalle farmacie convenzionate.

L'onere massimo a carico del servizio sanitario nazionale per l'assistenza farmaceutica territoriale si riduce al 13,1% (-0,1%) nel 2012 e all'11,5% dal 2013.

Sempre dal 2013, viene posta a carico delle aziende farmaceutiche una quota pari al 50% dell'eventuale superamento del tetto di spesa a livello nazionale.

(Giuseppe Fonte)

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