Inchiesta rating, da analisti S&P dubbi su capacità azioni su Italia

martedì 3 luglio 2012 19:58
 

MILANO, 3 luglio (Reuters) - Alcuni analisti di S&P non ritenevano che l'agenzia avesse la "capacità" di sostenere azioni sul rating dell'Italia e consideravano necessario avere più personale con maggior esperienza.

E' quanto emerge da una intercettazione telefonica datata 3 agosto 2011 tra la responsabile di S&P per l'Italia, Maria Pierdicchi, e l'ex presidente Deven Sharma, nell'ambito dell'inchiesta condotta dalla procura di Trani.

Rispondendo a Sharma, che gli chiede della "reazione del personale" in merito al posticipo di un'azione di rating a settembre, la Pierdicchi dice: "Alcuni analisti non ritengono che noi avessimo la capacità di sostenere questo tipo di azioni di rating in Italia al momento, ritengono che serve più personale senior che si occupi dell'Italia adesso; sono venuta a sapere queste cose da persone durante i meeting e durante le conversazioni, che servono più esperti senior che si occupino dell'Italia adesso. Sono venuta a sapere queste cose da persone senior vista la situazione molto delicata".

"Questi commenti non mi piacciono molto da parte degli analisti, io li passerò a Miriam, che deve accertarsi che abbiamo le persone giuste al posto giusto, sai, possono essere chiamati dal Pm, si potrebbero trovare davanti a degli aggressori e devono essere capaci di mantenere la loro decisione, giusto?", conclude la Pierdicchi.

L'Italia è stata poi declassata da Standard & Poor prima il 20 settembre 2011 e poi lo scorso gennaio.

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