Risparmio, in 2011 bene reddito fisso da istituzioni pubbliche -Ania

martedì 3 luglio 2012 10:54
 

ROMA, 3 luglio (Reuters) - Nel 2011 si è assistito a una nuova inversione di tendenza nelle scelte di investimento delle famiglie: sono tornati a essere positivi i flussi netti verso attività a rendimento fisso emesse da istituzioni nazionali, soprattutto pubbliche, che hanno drenato significative risorse dagli impieghi più rischiosi.

Lo dice il rapporto "L'assicurazione italiana 2011-2012" presentato questa mattina dall'Ania in occasione dell'assemblea annuale, commentando così la riduzione dei flussi verso le polizze vita.

I maggiori investimenti sono stati diretti verso i titoli emessi dalle amministrazioni pubbliche, con afflussi per 61 miliardi (-18 miliardi nel 2010); gli strumenti bancari hanno attratto risorse nette per 6,5 miliardi (-24 miliardi nel 2010); sono diminuiti, pur rimanendo nel quadrante positivo, gli investimenti in titoli postali (che comprendono gli strumenti emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti) passati a 4 miliardi (+12 miliardi nel 2010). Si sono ridotti a un quinto rispetto al 2010 i flussi di risorse finanziarie verso azioni e partecipazioni (+11 miliardi, da +53 miliardi nel 2010).

Questi afflussi sono stati alimentati anche dai deflussi dai fondi comuni di investimento (-23 miliardi, da -2 miliardi nel 2010), dalle altre attività sull'estero (-14 miliardi, da -1 miliardo) e dalle obbligazioni emesse dalle imprese (-17 miliardi, da +5 miliardi).

Nel 2011, rileva il Rapporto dell'Ania, le famiglie italiane hanno ridotto in modo significativo gli investimenti netti in polizze vita, azzerando di fatto i flussi netti verso questo tipo di attività; nel 2010 gli afflussi erano stati pari a 24 miliardi.

Alla fine del 2011 lo stock di attività finanziarie detenuto dalle famiglie italiane era pari a circa 3.554 miliardi, 90 miliardi in meno rispetto al 31 dicembre 2010 (-2,5%); la contrazione è da attribuirsi al calo del valore delle attività stesse.

Quanto alla composizione del portafoglio, si rileva l'aumento della quota investita in titoli pubblici (+1,3 punti percentuali rispetto alla fine del 2010) e la contrazione di quella investita in titoli e partecipazioni azionari (-2,9 punti percentuali). Tutte le altre quote hanno registrato variazioni al di sotto del punto percentuale; tra queste, si rileva il leggero aumento della quota investita in riserve vita (+0,3 punti percentuali).

A causa della sostanziale stabilità degli investimenti in attività reali, la flessione del risparmio delle famiglie italiane si è tradotta in un significativo calo del risparmio finanziario, il cui valore era pari al 31 dicembre del 2011 a 2,38 volte il reddito disponibile (2,56 alla fine del 2010).

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