28 giugno 2012 / 16:39 / 5 anni fa

SCHEDA - Crescita e integrazione sul tavolo del vertice Ue

BRUXELLES, 28 giugno (Reuters) - I leader europei sono riuniti nel loro 20mo vertice da quando la crisi del debito è scoppiata due anni e mezzo fa.

Francia, Italia e Spagna faranno pressione sulla Germania affinché prenda in considerazione misure di breve periodo per aiutare i paesi in difficoltà e altre di lungo periodo, come gli eurobond, per difendere la moneta comune.

Di seguito le principali idee sul tavolo, che comprendono un "patto per la crescita" a complemento del trattato fiscale. Quest'ultimo punta a rendere effettive le regole più severe sul debito e il deficit nella zona euro.

INTEGRAZIONE PIU' FORTE E UNIONE BANCARIA

I leader discuteranno una proposta del presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e dei presidenti di Commissione europea, Banca centrale europea e Eurogruppo dei ministri economici per muovere verso una supervisione bancaria e finanziaria centralizzata e un unico quadro di politica economica.

Il quartetto propone una strategia a quattro punte "verso una vera unione economica e monetaria" che includa l'"unione bancaria", dei passi verso una più stretta cooperazione fiscale, una più profonda integrazione economica e misure di sostegno alla democrazia.

Il documento, presentato come una "visione" del futuro dell'eurozona nei prossimi 10 anni, sarà dibattuto dai leader, anche se resistenze sono emerse a Berlino, Stoccolma e in altre capitali. A Van Rompuy potrebbe essere chiesto di sviluppare ulteriormente queste idee per dicembre, con un rapporto intermedio a ottobre.

La proposta dice che un'unione fiscale compiuta implicherebbe la creazione di un ufficio di tesoreria comune all'eurozona. Si chiede anche di esaminare le proposte di emissione di debito in comune, un'idea che a cui si oppone fermamente la Germania finché le altre misure non saranno adottate.

Il documento suggerisce che i primi passi debbano essere compiuti per creare l'unione bancaria e che altre proposte della Commissione europea seguano a settembre.

L'obiettivo immediato di un'unione bancaria non è solo quello di dar vita ad una supervisione delle principali banche europee e a un più ampio sistema bancario, ma di spezzare il legame tra governi fortemente indebitati e banche con i conti in disordine, che ha aggravato la crisi.

I capi di Stato e di governo esamineranno le proposte che comprendono la creazione di una unica vigilanza per le banche di sistema, un fondo per lo smantellamento degli istituti di credito disastrati e una comune garanzia dei depositi per proteggere i risparmiatori.

PIù BASSI COSTI DEL DEBITO

Il premier italiano Mario Monti vuole negoziare al vertice un accordo in base al quale i fondi di salvataggio dell'eurozona intervengano per abbassare i rendimenti dei titoli governativi di paesi come Spagna, Italia e altri che stanno rispettando le regole di bilancio Ue, ma vengono ancora puniti dai mercati finanziari.

La proposta ha incontrato l'opposizione della Germania, la più grande economia europea e il maggior contributore ai fondi di salvataggio dell'eurozona. E' stata respinta da Jens Weidmann, il potente capo della Bundesbank.

Ma Monti ha detto di essere pronto a negoziare fino a domenica sera se necessario per accordarsi su misure in grado di placare i mercati.

I fondi di salvataggio, l'Efsf di durata temporanea e l'Esm che sarà permanente ed entrerà in funzione il prossimo mese, hanno assieme una capacità di 500 miliardi di euro. Ma i fondi possono essere usati soltanto per prestare denaro ai governi che firmano un programma sotto la supervisione della Commissione, della Bce e in teoria dell'Fmi. Italia e Spagna non vogliono assolutamente fare questo e portare le stimmate di una cessione di sovranità.

Una parte del piano Monti, sostenuta dalla Spagna, è di allargare le maglie dei prestiti accordati dai fondi, permettendo loro di ricapitalizzare direttamente le banche, invece di prestare ai governi e, per loro tramite, alle banche.

UN PACCHETTO PER LA CRESCITA

Mentre l'economia europea è in stallo e la disoccupazione nella zona euro tocca nuovi record, i leader cercano di approvare un pacchetto di misure per la crescita promosso dal presidente francese François Hollande. L'obiettivo è di liberare circa 130 miliardi di euro da investire in posti di lavoro, progetti infrastrutturali e misure di stimolo alla crescita.

La Ue spera di rastrellare risorse attingendo ai fondi per l'aiuto allo sviluppo non ancora assegnati a progetti specifici per il periodo 2007-2013, così come di aumentare gli stanziamenti della Banca europa degli investimenti di 10 miliardi, un passo che potrebbe generare altri 60 miliardi per investimenti.

Il terzo pilastro del piano prevede i cosiddetti project bond, che riguarderebbero investimenti pubblici-privati in grandi progetti infrastrutturali, specialmente nei settori dei trasporti, energia e telecomunicazioni.

GOVERNANCE ECONOMICA

I leader dovrebbero approvare le ultime valutazioni della Commissione sulle economie dei paesi membri e rendere vincolanti le raccomandazioni dell'esecutivo comunitario sui bilanci. Questo passo rientra nel programma annnuale di "governance economica" della Ue.

I paesi che non seguono le indicazioni della Ue potrebbero incorrere in sanzioni, anche se sul punto c'è notevole flessibilità e al vertice sarà discussa la questione se dare alla Spagna fino al 2014 per centrare l'obiettivo del 3% di deficit.

BREVETTO EUROPEO

I governanti Ue cercheranno infine di risolvere la controversia sul brevetto unico europeo, una decisione che potrebbe tagliare i costi dell'industria, ma che è sul tavolo da oltre trent'anni.

Se la maggior parte dei paesi è d'accordo a procedere con un modello di brevetto semplificato, la questione rimane appesa al disaccordo tra Germania, Francia e Gran Bretagna su quale dei tre paesi ospiterà il tribunale chiamato a risolvere le cause sull'argomento.

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