28 giugno 2012 / 09:43 / tra 5 anni

PUNTO 1-Confindustria vede Italia "nell'abisso", Pil 2012 a -2,4%

* Pareggio di bilancio lontano per Italia

* Crisi provoca danni simili a guerra

* Previsioni ancora peggiori se vertice Ue fallisce

* Pressione fiscale a 54,6% in 2013, male occupazione (Aggiunge dichiarazioni e dettagli)

di Antonella Cinelli

ROMA, 28 giugno (Reuters) - L‘economia italiana è “nell‘abisso”, con un Pil 2012 che scende a -2,4% e il pareggio di bilancio che si allontana rispetto al ‘close to balance’ indicato per il 2013 dal governo, secondo il quadro macroeconomico a tinte fosche fornito oggi dal Centro Studi di Confindustria(Csc).

La previsione del -2,4% peggiora quella già negativa di una contrazione dell‘1,6% indicata nelle precedenti stime del Csc di dicembre, mentre per il 2013 il Pil è dato a -0,3% da 0,6%. E la situazione potrebbe addirittura peggiorare se dovesse fallire il Consiglio europeo di Bruxelles di oggi e domani, nel quale sono riposte le speranze di superare la crisi dei debiti sovrani e stabilizzare l‘euro.

Male anche il debito/Pil che per l‘anno in corso è dato in crescita al 125,7% (dal 121,3% precedente) e per il 2013 a 125,8% da 118%.

Le ultime stime governative indicavano un rapporto al 123,4% nel 2012, considerato già un picco massimo, per poi calare al 121,5% nel 2013, e al 118,2% l‘anno successivo.

Al netto del contributo italiano agli aiuti chiesti da altri Paesi dell‘Eurozona, il debito rispetto al Pil si attesta, secondo Confindustria, al 122,6% nel 2012 e al 122,2% nel 2013.

Saltano poi le speranze non solo del pareggio di bilancio a breve, ma anche di un avvicinamento al target. Secondo l‘ufficio studi dell‘associazione degli industriali italiani, per l‘anno in corso il deficit/Pil è stimato a 2,6% (dall‘1,5% indicato a dicembre), e quello del 2013 è visto a 1,6% (da 0,1%).

Nel Def il governo puntava a un indebitamento netto all‘1,7% nel 2012, per poi andare a un ‘close to balance’ di 0,5% nel 2013, a 0,1% nel 2014 e a 0,0% nel 2015.

“SE VERTICE BRUXELLES FALLISCE...”

Secondo Confindustria, la ripresa inizierà a manifestarsi dal secondo trimestre dell‘anno prossimo.

Ma si tratta pur sempre di stime “ottimistiche”, basate sull‘ipotesi che “entro fine anno i nodi vengano sciolti, attraverso l‘unione bancaria europea e meccanismi che consentano la riduzione dello spread”, spiega il direttore del Csc, Luca Paolazzi.

“Se il vertice europeo fallisce, non è detto che lunedì non le buttiamo nel cestino queste previsioni”.

“Mi sembra che nell‘abisso ci siamo”, prosegue il direttore di Csc. “L‘aspetto interessante è che i tedeschi abbiano iniziato a guardarci dentro”.

“Non siamo in guerra. Ma i danni economici fin qui provocati dalla crisi sono equivalenti a quelli di un conflitto e a essere colpite sono state le parti più vitali e preziose del sistema Italia: l‘industria manifatturiera e le giovani generazioni”, si legge nella premessa al rapporto con le previsioni elaborate da Csc.

MALE CONSUMI, INVESTIMENTI E MERCATO LAVORO

Nel quadro delineato dal Centro Studi Confindustria, i consumi sono ai minimi, con la spesa delle famiglie che scende del 2,8% nel 2012 e dello 0,8% l‘anno prossimo, e gli investimenti sono in caduta libera: -8% quest‘anno e -0,2% nel 2012.

Per quanto riguarda il lavoro, il tasso di disoccupazione è visto al 10,4% quest‘anno e all‘11,8% nel 2013, che arriva al 12,4% nel quarto trimestre e al 13,5% se nel dato si comprendono i cassintegrati.

Il 2013 si chiuderà con 1 milione e 482.000 unità di lavoro occupate in meno rispetto all‘inizio della crisi nel 2008, con una contrazione del 5,9%.

Le stime di Csc non tengono conto della riforma Fornero, i cui effetti “saranno valutabili solo nel medio-lungo periodo”.

La riforma sul mercato del lavoro è stata molto criticata dagli industriali e il presidente, Giorgio Squinzi, l‘ha definita “una boiata” da approvare solo per andare in Europa, salvo poi modificarla.

“La pressione fiscale apparente è confermata salire al 45,4% del Pil nel 2013; quella effettiva, depurata del sommerso, giungerà al 54,6%. Entrambe includono l‘aumento dell‘Iva legiferato e pronto a scattare dal 1 ottobre prossimo”, nota infine il Csc.

(Antonella Cinelli)

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