27 giugno 2012 / 16:48 / tra 5 anni

SINTESI 2-Lavoro, via libera definitivo. Poi modifiche

* Ampia maggioranza su fiducie ma partiti aspettano modifiche

* Polemiche su intervista Fornero al Wall Street Journal (sistema titolo)

di Francesca Piscioneri

ROMA, 27 giugno (Reuters) - La Camera ha dato oggi il via libera definitivo al disegno di legge sul mercato del lavoro, al termine di quattro voti di fiducia con un‘ampia maggioranza, consentendo a Mario Monti di andare giovedì al Consiglio europeo con la riforma in tasca.

Il provvedimento, identico a quello licenziato dal Senato attraverso emendamenti bipartisan, punta nelle intenzioni del governo a creare un mercato meno ingessato, proteggendo il lavoratore e non il posto di lavoro e creando un nuovo sistema di ammortizzatori sociali più esteso.

La novità che ha fatto più scalpore è stato l‘indebolimento dell‘articolo 18 dello Statuto dei lavoratori aprendo alla possibilità di licenziamenti individuali per ragioni economiche, seppur con un eventuale diritto al reintegro. Inizialmente il governo aveva previsto solo l‘indennizzo ma lo scudo di sindacati e Pd lo ha fatto tornare sui suoi passi. Sui contratti, la riforma prevede per quelli a termine un aggravio di contributi per le imprese e una riduzione degli intervalli tra un contratto e l‘altro. L‘apprendistato è favorito ma a patto che l‘azienda mostri di aver stabilizzato almeno il 30% dei prcedenti apprendisti. Altra novità è il nuovo sistema di ammortizzatori (Aspi) esteso anche ad apprendisti e artisti dipendenti.

Monti aveva chiesto al Parlamento un via libera che togliesse “quella idea di mezza cottura”, tuttavia sia il premier che il ministro del Welfare Elsa Fornero hanno dato la propria disponibilità a ulteriori modifiche che accontentino i partiti.

In particolare il Pd vuole che venga rinviata l‘entrata in vigore dei nuovi ammortizzatori sociali alla luce della crisi in corso e il Pdl vuole maggiore flessibilità sui contratti in entrata. Entrambi hanno chiesto poi chiarimenti sul problema degli esodati, che non riguarda direttamente la riforma del lavoro, ma è stato usato dai partiti per avere un potere contrattuale sul governo dopo la confusione sui numeri.

L‘impressione è che dopo il repentino via libera alla riforma delle pensioni subito dopo il suo insediamento in novembre - rapidità che ha implicato anche gli errori di calcolo sugli esodati - il governo abbia perso di incisività non riuscendo a tenere a bada le istanze della politica.

-------------------------------------------------------- Per dettagli sulla riforma --------------------------------------------------------

POLEMICA SU INTERVISTA FORNERO A WSJ

Anche le parti sociali sono scontente con la Cgil e i sindacati di base che hanno indetto manifestazioni fin davanti a Montecitorio mentre i deputati votavano le fiducie. E il presidente di Confindustria che è arrivato a definire la riforma “una boiata” pur sostenendo che va votata per mostrare a Bruxelles la capacità dell‘Italia di fare le riforme.

Stamani a Milano Giorgio Squinzi ha detto che “una volta terminato il procedimento della fiducia bisognerà pensare a come migliorare la riforma”.

Oggi, in una intervista al Wall Street Journal Fornero ha detto: “Work insn’t a right”, cioè il lavoro non è un diritto, ma va conquistato a suon di sacrifici.

Ma la frase incriminata del ministro, che ha provocato subito reazioni critiche - perché la Costituzione dice che l‘Italia è una Repubblica fondata sul lavoro e afferma anche il diritto al lavoro - c‘è solo nella versione cartacea del quotidiano.

Mentre nella trascrizione completa dell‘intervista, con domande e risposte evidenziate, Fornero dice: “a job isn’t something you obtain by right but something you conquer” (un posto di lavoro non è qualcosa che ottieni per diritto, ma qualcosa che conquisti).

Per il ministro, la riforma punta a rendere più flessibile l‘uscita dal posto di lavoro, modificando l‘articolo 18, e tutela maggiormente chi perde l‘occupazione attraverso nuovi ammortizzatori sociali e contratti di entrata più regolati.

Per Fornero le riforme del mercato del lavoro e delle pensioni varata dal governo di Mario Monti puntano a cambiare la mentalità del Paese.

“L‘Italia non è un Paese legato al rispetto delle regole. E’ un posto dove le persone truccano il sistema, lo aggiustano qui e lì, e lo usano a propria misura. Questo deve finire”, ha concluso.

Mentre l‘iter sul lavoro è ancora in salita, il governo da lunedì inizia un‘altra difficile partita con le parti sociali e gli enti locali, quella sulla spending review.

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