June 27, 2012 / 2:58 PM / 5 years ago

Maggioranza con Monti in Europa, ma da lunedì governo "osservato speciale"

6 IN. DI LETTURA

* Monti cerca a Consiglio Ue risultati tangibili per rafforzare sua azione

* Due mozioni di maggioranza su impegni italiani a vertice Ue

* Pd e Pdl cauti su decreto spending review

di Roberto Landucci

ROMA, 27 giugno (Reuters) - La maggioranza voterà oggi alla Camera il disegno di legge lavoro e due distinte mozioni di sostegno al premier Mario Monti, in partenza per il Consiglio europeo con un corposo pacchetto di ricette salva-crisi, ma se i risultati del vertice non risponderanno alle aspettative dei partiti, dalla prossima settimana l'esecutivo potrebbe subire un rallentamento nella sua azione riformatrice.

A Montecitorio questa sera vanno in scena le mozioni di indirizzo al governo in vista del summit di Bruxelles, in calendario domani e dopo, ma che Monti ha promesso al Parlamento di trascinare ad oltranza, pur di ottenere un risultato tangibile su crescita economica e misure per ristabilire la fiducia dei mercati nell'euro.

Pd, Udc e Fli si presentano alla fine con una mozione unica, mentre il Pdl ha insistito nel mettere ai voti il suo testo, pur garantendo che dirà sì anche a quello degli altri, secondo il rito del "voto incrociato".

"Il nostro appoggio a Monti non è in discussione", ha detto l'ex ministro degli Esteri Franco Frattini del Pdl. Il capogruppo del partito alla Camera, Fabrizio Cicchitto ha spiegato che più mozioni danno una migliore fotografia del "pluralismo" della maggioranza e ha accusato Pd e centristi di voler costruire "una maggioranza nella maggioranza" - un richiamo all'apertura di Pierferdinando Casini ad un'alleanza con i progressisti in vista delle prossime elezioni.

Numerosi esponenti di Udc e Pd rispondono che un'unica mozione avrebbe dato al governo un appoggio più forte in Europa.

Fin qui le schermaglie politiche. Certo è che oggi il governo incassa il sì definitivo al ddl sul mercato del lavoro prima del Consiglio Ue, proprio come aveva chiesto, e, tramite le mozioni, un incoraggiamento a lanciare le sue proposte anti-crisi in Europa.

Ma il carnet di misure su crescita e integrazione europea, eurobond e scudo anti-spread che la maggioranza mette in mano al premier è davvero corposo e difficilmente potrà trovare in ogni suo punto soddisfazione al vertice di Bruxelles e non certo per un difetto di volontà di Monti.

La stessa cancelliera Angela Merkel ha invitato tutti a non farsi eccessive illusioni sull'azione taumaturgica del consiglio europeo.

Al suo ritorno a Roma e alla riapertura dei mercati lunedì il premier potrebbe trovare allora più insidie che allori.

Casini e il segretario del Pd Luigi Bersani lo hanno capito e hanno già messo le mani in avanti. Per il primo "sarebbe irresponsabile pensare di togliere la fiducia a Monti, se il vertice andasse male". E il secondo ha detto che il Pd sosterrà Monti a prescindere dai risultati di Bruxelles.

Pd: Nessuna Fretta Su Tagli a Spesa Pubblica

Ma sul dossier più spinoso della politica italiana del dopo vertice che potrebbe aprirsi a palazzo Chigi già lunedì, i tagli alla spesa pubblica per almeno 5 miliardi di euro nel 2012, i commenti che si raccolgono a Montecitorio non sono così fiduciosi.

"Aspettiamo di vedere come andrà il vertice europeo. Ma già da ora al governo consigliamo di non avere fretta con il decreto sui tagli", ha detto a Reuters Francesco Boccia, coordinatore del Pd delle commissioni economiche alla Camera.

"Il decreto serve, ma deve essere fatto bene, non possiamo neppure lontanamente rievocare i tagli lineari alla Tremonti. Secondo noi non deve essere fatto lunedì. Abbiamo tempo tutto il mese di luglio per lavorarci su. Auspichiamo che questa volta il governo ci ascolti".

Finora Palazzo Chigi ha parlato ufficialmente di tagli per l'anno in corso pari ai 5 miliardi di euro, ma secondo fonti governative e politiche starebbe lavorando a un decreto pesante, per oltre 7 miliardi di euro, con l'obiettivo di sterilizzare l'aumento dell'Iva per il 2012 e i prossimi anni.

I tagli alle spese, se toccheranno il comparto del pubblico impiego, vanno ad incidere su un elettorato che tradizionalmente vota a sinistra e questo potrebbe creare non poco imbarazzo nel Pd.

Sull'altro campo, una fonte del Pdl si mostra altrettanto cauta sul decreto. "Noi avevamo capito che per sterilizzare l'aumento dell'Iva nel 2012 servivano poco più di tre miliardi. Voglio vedere il governo proporre un raddoppio di quella cifra, magari con tagli ai servizi, dopo avere inflitto ai cittadini l'Imu e altre tasse".

Al momento sono del Pdl i maggiori problemi di tenuta politica all'interno del governo Monti, tanto più che la leadership del partito non è solidamente in mano al segretario Angelino Alfano, che deve gestire l'ingombrante presenza di Silvio Berlusconi e le numerose fazioni interne.

"Non è un mistero per nessuno che nel partito sono fortissime le pulsioni a staccare la spina a Monti prima della primavera del 2013", ha detto un'altra fonte del Pdl.

"Ha fatto molta impressione ieri alla riunione dei gruppi parlamentari sentire Berlusconi snocciolare il sondaggio per cui il 78% del nostro elettorato non è più in sintonia con il sostegno che accordiamo al governo", ha aggiunto la fonte.

Ieri lo stesso Berlusconi ha anche esortato i suoi a non togliere la fiducia al governo, ma lo spazio di manovra di Monti appare sempre più stretto.

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