rpt-PUNTO 1-Lavoro, oggi voto finale su riforma. Poi modifiche

mercoledì 27 giugno 2012 15:40
 

(Toglie refuso in titolo scheda)

* Ampia maggioranza su fiducie ma partiti aspettano modifiche

* Fornero: posto lavoro non un diritto, cambiare mentalità

di Francesca Piscioneri

ROMA, 27 giugno (Reuters) - La Camera darà oggi il via libera definitivo al disegno di legge sul mercato del lavoro, al termine di quattro voti di fiducia con un'ampia maggioranza, consentendo a Mario Monti di andare giovedì al Consiglio europeo con la riforma in tasca.

Il provvedimento, identico a quello licenziato dal Senato attraverso emendamenti bipartisan, punta nelle intenzioni del governo a creare un mercato del lavoro meno ingessato, proteggendo il lavoratore e non il posto di lavoro e creando un nuovo sistema di ammortizzatori sociali più esteso.

La novità che ha fatto più scalpore è stato l'indebolimento dell'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori aprendo alla possibilità di licenziamenti individuali per ragioni economiche, seppur con un eventuale diritto al reintegro. Inizialmente il governo aveva previsto solo l'indennizzo ma lo scudo di sindacati e Pd lo ha fatto tornare sui suoi passi. Sui contratti, la riforma prevede per quelli a termine un aggravio di contributi per le imprese e una riduzione degli intervalli tra un contratto e l'altro. L'apprendistato è favorito ma a patto che l'azienda mostri di aver stabilizzato almeno il 30% dei prcedenti apprendisti. Altra novità è il nuovo sistema di ammortizzatori (Aspi) esteso anche ad apprendisti e artisti dipendenti.

Monti aveva chiesto al Parlamento un via libera che togliesse "quella idea di mezza cottura", tuttavia sia il premier che il ministro del Welfare Elsa Fornero hanno dato la propria disponibilità a ulteriori modifiche che accontentino i partiti.

In particolare il Pd vuole che venga rinviata l'entrata in vigore dei nuovi ammortizzatori sociali alla luce della crisi in corso e il Pdl vuole maggiore flessibilità sui contratti in entrata. Entrambi hanno chiesto poi chiarimenti sul problema degli esodati, che non riguarda direttamente la riforma del lavoro, ma è stato usato dai partiti per avere un potere contrattuale sul governo dopo la confusione sui numeri.   Continua...