April 27, 2012 / 2:57 PM / 5 years ago

RPT-Btp, dopo realizzi opportunità da allargamento spread-gestori

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* Realizzi soprattutto su tratto breve curva

* "Rischio periferia" si riduce anche vendendo Spagna

MILANO, 27 aprile (Reuters) - Molti investitori hanno incominciato a passare all'incasso sul debito italiano già a marzo, intensificando le vendite ad aprile soprattutto sul tratto breve della curva, quello "drogato" dalle iniezioni di liquidità triennale della Banca centrale europea.

Ma chi realizza non sempre fugge: c'è chi resta alla finestra, pronto a sfruttare ogni allargamento dei differenziali di rendimento fra governantivi italiani e tedeschi per riposizionarsi.

Sei dei quattordici primari gestori attivi in Italia, che hanno preso parte questo mese al consueto sondaggio Reuters sulle scelte di investimento, hanno alleggerito le posizioni sui Btp ad aprile; a questi si aggiungono altri tre partecipanti che hanno venduto nei mesi precedenti, qualcuno sulle scadenze lunghe.

"Abbiamo iniziato a prendere profitto sul debito periferico, italiano in particolare, già alla fine di febbraio", fanno sapere da Credem. "Ogni allargamento dello spread italiano è un'opportunità per riposizionarci, in particolare sulla parte a breve della curva e, con un orizzonte tattico di corto periodo, anche sulla parte lunga (5-10 anni)".

Se il disimpegno ha riguardato in prevalenza il tratto più vicino della curva, non manca chi ha spalmato le vendite su tutte le scadenze e chi ha preferito concentrarle dai sette anni in poi.

"Abbiamo iniziato a ridurre l'esposizione sul tratto molto breve della curva a metà marzo quando i rendimenti sono scesi su livelli troppo bassi", ha detto Giulio Zucchini, direttore investimenti di BPVi fondi. "In seguito abbiamo iniziato ad alleggerire l'esposizione complessiva per essere nelle condizioni di rientrare una volta che i rendimenti tornassero a essere molto più interessanti: pensiamo di non essere tanto lontani da quei livelli", ha aggiunto.

Da fine novembre dell'anno scorso il mercato dei titoli di stato italiano ha messo a segno un rally che ha schiacciato i tassi decennali di oltre due punti percentuali a fine marzo, con movimenti ancora più pronunciati sul breve. Gli acquisti sono arrivati principalmente dalle banche della Penisola dopo l'incetta di fondi a tre anni alle aste ultra-lunghe promosse dalla Bce per colmare i deficit di liquidità degli istituti di credito del sistema euro.

"Le motivazioni di fondo che hanno sostenuto questo rally, di natura tecnica e assolutamente non fondamentale, stanno progressivamente venendo meno dalla metà di marzo e giustificano un atteggiamento più prudenziale non solo verso i governativi italiani, ma verso tutte le emissioni periferiche", osserva Donatella Principle, Head Investment Advisory di Schroders.

L'euforia accesa sui mercati dalla liquidità a saldo della Banca centrale europea ha lasciato il posto alla preoccupazione per i fondamentali fragili della periferia della zona euro, riportati alla ribalta dalle difficoltà spagnole su deficit e banche. Ma alcuni investitori, come Sella Gestioni, hanno preferito ridimensionare il "rischio periferici" prendendo beneficio sui governativi spagnoli piuttosto che su quelli tricolori. L'esposizione all'Italia è rimasta invariata negli ultimi mesi, pur con una rimodulazione delle scadenze verso la parte a breve per ridurre la volatilità complessiva dei portafogli.

"I segnali che arrivavano erano abbastanza diversi fra Italia e Spagna: da un lato c'era un impegno del governo italiano a mantenere gli impegni, dall'altro la Spagna ha ritrattato l'obiettivo di bilancio", ha detto il direttore investimenti Nicola Trivelli.

Madrid a inizio marzo ha rivisto il target del rapporto deficit/Pil per il 2012 al 5,8% rispetto al 4,4% concordato con l'Unione europea prima che l'economia entrasse in recessione.

Attualmente in Sella Gestioni, a seconda della tipologia del prodotto, il debito spagnolo pesa per circa la metà del benchmark, con scadenze che spaziano dai 3 ai 7 anni.

(Maria Pia Quaglia)

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