Crisi, nuove semplificazioni e liberalizzazioni per crescita - fonti

giovedì 26 aprile 2012 18:44
 

ROMA, 26 aprile (Reuters) - La risposta del governo ai partiti di maggioranza, che chiedono di fare della crescita la priorità nei prossimi mesi, si tradurrà in un nuovo intervento su semplificazioni amministrative e liberalizzazioni, riferiscono fonti governative.

Archiviate le manovre di stimolo della domanda attraverso "spese effimere e deficit", come ha detto oggi il presidente del Consiglio Mario Monti a Bruxelles, la strada che il governo vuole seguire per stimolare la stagnate economia italiana mantenendo intatto il rigore di bilancio è concentrata sulle politiche di offerta.

"Di sicuro ci sarà un nuovo capitolo sulle semplificazioni: [il ministro della Funzione pubblica Filippo] Patroni Griffi sta già lavorando a un disegno di legge. Poi si tornerà a parlare di competitività con le liberalizzazioni. In questo secondo caso è ancora da vedere se attraverso un decreto legge o un disegno di legge", spiega una fonte governativa che chiede di mantenere l'anonimato.

Contemporaneamente, il governo lavora a una revisione del Patto di stabilità interno che faciliti le opere pubbliche di Regioni, province e comuni senza mettere a rischio i saldi di bilancio.

"Liberare risorse a livello locale permette di aumentare la domanda sul territorio. Sono tutti piccoli interventi ma che messi insieme possono dare un contributo", aggiunge la fonte.

In attesa che si capisca quanto sia possibile ottenere con la spending review, il taglio mirato degli sprechi nelle amministrazioni pubbliche, l'unica voce del bilancio su cui il governo può contare in chiave anticiclica è la spesa per le infrastrutture, attraverso la riprogrammazione degli interventi già iscritti nei saldi.

L'obiettivo è ridurre i cosiddetti residui passivi, le somme formalmente impegnate ma erogate solo in parte, e utilizzare meglio i finanziamenti europei.

Il ministro per la Coesione territoriale, Fabrizio Barca, "sta facendo un censimento di tutte le voci di spesa che sono finite o rischiano di finire in perenzione", spiega una seconda fonte riferendosi alle risorse che tornano nella disponibilità dello Stato perché non vengono utilizzate entro un certo lasso di tempo.

I fondi contribuiranno a finanziare le infrastrutture individuate come prioritarie dal ministro dello Sviluppo e delle Infrastrutture, Corrado Passera. Il fabbisogno ammonta a 10,7 miliardi tra 2012 e 2014, come si legge nel Piano nazionale di riforma pubblicato la scorsa settimana.   Continua...