Assorbire bond sovrani più difficile per banche italiane che per spagnole

venerdì 27 aprile 2012 15:23
 

di Silvia Aloisi e Francesca Landini

MILANO, 27 aprile (Reuters) - Nei prossimi mesi le banche italiane affronteranno un compito più difficile rispetto agli istituti spagnoli sul fronte degli acquisti di titoli di Stato domestici.

I politici di entrambi i Paesi hanno sollecitato gli istituti a sopperire al calo della domanda di bond da parte degli investitori stranieri, ma per gli italiani si tratterà di un impegno più oneroso, da cui dipenderà la capacità della Repubblica di portare a termine il rifinanziamento del debito.

Se le difficoltà che sta incontrando Madrid a consolidare il bilancio hanno innervosito i mercati finanziari nelle ultime settimane, le banche spagnole appaiono in una situazione migliore di quelle tricolori per correre in sostegno del governo con acquisti di titoli di Stato. Non solo perché la dimensione del debito italiano in circolazione è quasi tre volte quello della Spagna, ma anche perché Roma ha completato finora una porzione più bassa del rifinanziamento totale che deve completare entro fine anno rispetto a quanto fatto da Madrid.

In aggiunta, gli istituti tricolore hanno preso a prestito una quantità inferiore di fondi rispetto alle banche spagnole ai finanziamenti Ltro della Banca centrale europea, che hanno fornito liquidità a basso costo utile per acquistare bond.

"Le banche italiane si trovano sotto una pressione senza precedenti per superare la fase di fiacca", dice Nicholas Spiro di Spiro Sovereign Strategy. "Uno dei fattori critici da tenere sotto osservazione in Italia nelle prossime settimane e nei prossimi mesi è la disponibilità degli istituti domestici a sostenere il debito sovrano nell'ora del bisogno".

Gli istituti non sono obbligati ad acquistare titoli domestici, ma sono tradizionalmente grandi acquirenti di bond e sono stati oggetto di diversi inviti a sostenere l'emittente sovrano sia in Italia sia in Spagna.

Finora le banche hanno fatto la loro parte, anche perché l'investimento era attraente grazie a un buon tasso d'interesse. Ma l'attrattiva dei bond sovrani risulta appannata rispetto ai primi due mesi dell'anno dal momento che i timori degli investitori sul debito sovrano hanno spinto al ribasso i prezzi dei bond, trascinando giù le quotazioni delle banche proprio a causa della loro esposizione ai bond.

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