PUNTO 2 - Crisi, no scorciatoie, rigore porterà crescita - Monti

mercoledì 25 aprile 2012 17:53
 

(Aggiunge altre dichiarazioni Monti)

ROMA, 25 aprile (Reuters) - La perdurante crisi economica e finanziaria italiana non può essere superata cercando scorciatoie alle politiche di rigore nel risanare i conti pubblici.

Lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, intervenendo alle celebrazioni della Festa della Liberazione a Roma.

"Non esistono facili vie d'uscita, né scorciatoie per superare questa dura fase di crisi, frutto amaro del fatto che per un lungo periodo il sistema politico ha alimentato in noi italiani l'illusione di poter vivere al di sopra dei nostri mezzi. Il rigore che oggi la situazione ci impone porterà invece gradualmente a una crescita sostenibile e al lavoro, indispensabile per dare speranza ai giovani", ha detto Monti visitando il museo storico della Resistenza in via Tasso.

"Viviamo una fase certamente difficile, da cui non siamo ancora usciti. Gli italiani lo sanno e stanno facendo grandi sacrifici, e qui vorrei ringraziarli per il loro sforzo e il loro impegno per il risanamento del Paese. Uno sforzo che - mi auguro - sia anche compreso e condiviso dalle forze politiche, economiche e sociali", ha detto Monti riconoscendo le "gravi difficoltà economiche e sociali" che subiscono famiglie e imprese.

Il governo ha ribadito in questi ultimi giorni di non poter ancora ridurre la pressione tributaria dal momento che ogni margine di manovra deve essere destinato al risanamento del bilancio.

Monti traccia un parallelismo fra la lotta di liberazione dal nazifascismo, "uno dei pilastri" su cui è rinata la nostra nazione" assieme al Risorgimento, e gli sforzi per uscire dalla crisi, un'esperienza "certamente meno drammatica" rispetto a quella di 67 anni fa ma che "richiede lo stesso impegno".

"Se allora il Paese chiedeva pace e democrazia, ora tutti, ad ogni livello, dobbiamo imparare a mettere in atto i principi del rigore, della crescita e dell'equità".

"Se tutti lavoreremo insieme, così come fecero i nostri padri dopo le macerie della seconda guerra mondiale, potremmo consegnare ai nostri figli un'Italia migliore, più dinamica, più giusta. È questa l'Italia per cui lavoriamo", ha concluso il presidente del Consiglio.   Continua...