Comune Prato annulla atti relativi a derivato 2006 con Dexia Crediop

giovedì 19 aprile 2012 18:49
 

PRATO, 19 aprile (Reuters) - Il consiglio comunale di Prato ha annullato oggi in autotutela tutti gli atti relativi alla sottoscrizione del contratto di intesrest rate swap (Irs) stipulato nel 2002 con Dexia Crediop e alle sue successive rinegoziazioni, avvenute nel 2003 e nel 2004. La delibera, proposta dalla Giunta, è stata approvata a maggioranza.

Nell'ottobre del 2010 il Comune di Prato aveva già annullato il contratto Irs stipulato con Dexia Crediop nel 2006, frutto dell'ultima rinegoziazione e tuttora vigente, sospendendo contestualmente il pagamento delle rate.

"Oggi annulliamo gli atti a partire dal 2002 e fino al 2004 per agire sui presupposti giuridici del contratto siglato nel 2006 e già annullato nel 2010", ha spiegato il vicepresidente della commissione bilancio del Comune, Vittorio Lana.

Il primo contratto con Dexia Crediop venne stipulato nel 2002 per tutelare il Comune dal rischio di tasso su un debito sottostante pari a circa 78 milioni di euro.

I componenti della commissione bilancio del Comune hanno spiegato oggi ai giornalisti che, secondo le stime dei consulenti dell'ente, il contratto conterrebbe "costi impliciti quantificabili in circa 4,9 milioni di euro e uscire adesso dal contratto costerebbe al Comune circa 9 milioni di euro".

Inoltre, hanno detto ancora ai giornalisti, "il contratto derivato sottoscritto con Dexia ha pesato sul bilancio del Comune per 1,7 milioni nel 2010, per 1,8 milioni nel 2011 e porterebbe una perdita di 2,7 milioni nel 2012".

Il Comune di Prato ha sospeso i pagamenti dopo aver saldato la rata da 750 milioni nel giugno 2009, pur continuando ad accantonare le somme necessarie per far fronte agli impegni derivanti dal contratto.

"Dobbiamo tutelare l'interesse pubblico, per questo annulliamo gli atti che a partire dal 2002 hanno penalizzato le casse del Comune a causa degli interessi passivi", ha detto il presidente del consiglio comunale di Prato, Maurizio Bettazzi. "Secondo le nostre stime, da qui al 2026 avremo soltanto un peggioramento dell'impatto sui conti del comune, senza neppure un minimo vantaggio. Con l'annullamento in autotutela tuteliamo le risorse pubbliche e i soldi dei cittadini".

L'annullamento del contratto sottoscritto nel 2006, intanto, ha prodotto un contenzioso davanti al Tar tuttora pendente e una citazione da parte di Dexia davanti all'Alta Corte di Londra che però, secondo quanto ha riferito Vittorio Lana, "con un pronunciamento preliminare si è dichiarata incompetente sostenendo che la competenza è del giudice amministrativo italiano e chiedendo un pronunciamento alla Corte di Cassazione per definire la questione giurisdizionale".   Continua...