Italia ipotizza debito/Pil in calo al 60% nel 2025 - Def

giovedì 19 aprile 2012 15:22
 

ROMA, 19 aprile (Reuters) - Il debito pubblico italiano dovrebbe ridursi dal massimo storico del 123,4% indicato per quest'anno al 60% del Pil nel 2025, secondo il ministero dell'Economia.

Nel Documento di economia e finanza (Def) pubblicato ieri, il Tesoro fornisce un'analisi sulla sostenibilità delle finanze pubbliche considerando come base di partenza il 2015, anno nel quale il debito dovrebbe scendere al 114,4% del Pil e l'avanzo primario strutturale, calcolato cioè al netto delle una tantum e della componente ciclica, al 6,1%.

"I risultati delle simulazioni effettuate mostrano, nello scenario di base, un andamento del rapporto debito/Pil decrescente lungo tutto l'arco di previsione", scrive il Tesoro.

La nuova regola per la riduzione del debito pubblico introdotta con il Fiscal compact, la riforma del Patto di stabilità europeo, prevede che la distanza del rapporto debito/Pil dalla soglia del 60% si riduca di un ventesimo all'anno calcolato con riferimento alla media dei tre anni antecedenti la valutazione.

Per l'Italia il nuovo vincolo di bilancio scatterà nel 2015 ma il Tesoro sostiene che il suo rispetto non richiederà nuove manovre. La tesi è che, con un bilancio mantenuto in sostanziale pareggio a partire dal 2013, senza quindi nuove emissioni per finanziare l'eccesso di spese rispetto alle entrate, l'Italia debba crescere ogni anno in termini nominali di circa 2,5-3 punti percentuali, grosso modo l'1% in termini reali.

"In un'economia normalizzata, in cui l'Italia torna ai tassi di crescita migliori degli ultimi anni e con un deficit uguale a zero, il debito/Pil diminuisce di più di 3,5 punti all'anno", ha detto il vice ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, il 4 aprile scorso in un'audizione alla Camera.

Lo scenario proposto dal Tesoro nel Def parte da "un più elevato livello di partenza del rapporto debito/Pil dovuto, principalmente, ai contributi per i programmi di supporto alla Grecia e alle quote di partecipazione all'Efsf e all'Esm che, nel 2012, pesano per circa 3 punti percentuali di Pil".

"Dall'altro, la più rapida convergenza verso la soglia del 60% del Pil è imputabile a un avanzo primario strutturale di partenza più elevato rispetto al dato del programma di Stabilità del 2011", spiega il Def.

"Pertanto, il debito raggiunge il 60% del Pil già nel 2025, con un anno di anticipo rispetto a quanto previsto nel Programma di Stabilità del 2011", concludono gli economisti di Via XX settembre.   Continua...