19 aprile 2012 / 11:39 / tra 5 anni

SINTESI-Intesa SP, due Ltro decisivi, ora Bce disincentivi depositi

(riscrive aggregando due articoli precedenti, aggiunge dichiarazioni)

di Francesca Landini e Valentina Za

MILANO, 19 aprile (Reuters) - Intesa Sanpaolo ha investito parte della liquidità presa a prestito dalla Banca centrale europea attraverso i finanziamenti a tre anni (Ltro) in debito italiano a breve termine.

Lo ha detto il direttore generale dell‘istituto, Carlo Messina, a margine del Forum Banca & Impresa, aggiugendo che i due finanziamenti Ltro effettuati dalla Bce sono stati “decisivi” e che non ne servono altri.

“Abbiamo usato la liquidità derivante dagli Ltro in primo luogo per concedere credito all‘economia italiana, per evitare il deleveraging e, da ultimo, per sostenere il debito pubblico”, ha detto Messina. “Abbiamo acquistato titoli di Stato italiani con scadenza fino a tre anni”.

“Non ci vergognamo di dire che abbiamo investito in titoli di Stato italiani”.

DISINCENTIVI SU DEPOSITI BCE

Il banchiere ha spiegato che le operazioni di finanziamento a tre anni effettuate dalla Banca centrale europea a dicembre e febbraio hanno avuto inizialmente un effetto di sostituzione delle fonti di finanziamento per le grandi banche, fonti che si sono inaridite a causa della crisi di fiducia nei confronti degli istituti europei. E che ora il mercato può essere accompagnato verso una normalizzazione anche da possibili modifiche nel funzionamento dei depositi presso la Bce.

“Noi abbiamo avuto una contrazione della raccolta da investitori istituzionali per circa 30 miliardi di euro negli ultimi mesi del 2011, questi sono stati sostituiti dai fondi che abbiamo preso a prestito in Bce, con costi simili a quelli che sostenevamo per raccogliere dagli investitori istituzionali”, ha detto Messina, parlando del congelamento del mercato del funding all‘ingrosso registrato alla fine dell‘anno scorso.

“Sono gli investitori istituzionali che hanno spostato i fondi dalle banche commerciali alle banche depositarie, che li depositano poi in Bce”, ha detto il banchiere, aggiugendo, però, che si è creato un tale eccesso di liquidità tra gli investitori istituzionali che questi fondi non potranno che tornare sul mercato, verso le banche commerciali.

“Gli investitori istituzionali sono pronti a tornare a costi [di funding per le banche] che sono, però ancora elevati”.

Per il banchiere, un ritorno alla normalità potrebbe essere favorito da modifiche al funzionamento del deposito dei fondi presso la Bce.

“La Bce potrebbe adottare dei correttivi per disincentivare il deposito degli istituzionali presso i suoi conti”, ha detto Messina, citando un‘eliminazione o una riduzione della remunerazione dei fondi depositati in Bce o l‘introduzione di commissioni di tipo amministrativo sul denaro depositato.

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