19 aprile 2012 / 14:28 / 5 anni fa

PUNTO 1-Italia, pareggio strutturale 2013 con piena applicazione manovre-Ue

* Nuovi obiettivi conti in linea con mutato quadro economico

* Ue vuole rigore anche dopo 2013 per ridurre debito

* Prossimo passo cruciale riforma mercato lavoro (Aggiunge altri dettagli da nota, contesto)

BRUXELLES, 19 aprile (Reuters) - La Commissione europea considera i nuovi obiettivi di finanza pubblica annunciati ieri dal governo di Mario Monti "in linea con il mutato quadro economico" e in grado di assicurare nel 2013 "un pareggio strutturale del bilancio" in presenza di una completa attuazione delle manovre adottate.

È quanto emerge da una nota interna della Commissione ottenuta da Reuters e che commenta il Documento di economia e finanza che ha peggiorato le previsioni macro dell'Italia.

Il Tesoro ha abbassato la previsione di crescita per l'anno in corso a meno 1,2% da meno 0,4% e aumentato il deficit in rapporto al Pil a 1,7% da 1,6%.

Per il 2013, anno in cui l'Italia si è impegnata con la comunità internazionale a centrare un bilancio in pareggio, è stata prevista una crescita dello 0,5% da 0,3% e un disavanzo dello 0,5% del Pil rispetto al precedente 0,1%.

"I nuovi obiettivi di bilancio presentati dal governo italiano appaiono coerenti con il mutato quadro economico", si legge nella nota in possesso di Reuters.

"La piena e coerente applicazione delle misure adottate consentirà all'Italia di ottenere un significativo avanzo primario nel 2013 e di raggiungere il suo obiettivo di medio-termine (Mto) di un bilancio in pareggio in termini strutturali, in linea con i criteri" del nuovo Trattato di stabilità dell'Unione economica e monetaria o Fiscal Compact.

La Commissione sottolinea la necessità, dopo il 2013 - ossia anche dopo le prossime elezioni -, di mantenere in ordine i conti per ridurre il debito e i costi di finanziamento.

Per l'esecutivo Ue, inoltre, la sostenibilità dei conti dipenderà anche "dalla rimozione delle debolezze strutturali" e "dall'aumento del potenziale di crescita". Per procedere in questa direzione è vitale l'approvazione della riforma del mercato del lavoro, dicono ancora a Bruxelles.

Nell'apparente tentativo di sostenere l'azione del governo tecnico di Monti, minacciato da uno sfilacciamento della composita e larga maggioranza che lo sostiene anche in vista delle elezioni amministrative di maggio, la Commissione osserva che "le politiche del governo finora sono state determinate e ampie" e "devono essere realizzate in pieno e con urgenza".

"Il prossimo passo cruciale è l'approvazione parlamentare della riforma del mercato del lavoro, da lungo attesa, che è un fattore chiave per aumentare l'occupazione e la competitività", si legge nella nota.

PREVISIONI SU CRESCITA OTTIMISTE

Il Def va inviato entro fine mese alla Commissione europea insieme al Programma di stabilità e al Programma nazionale di riforme.

Dall'analisi dei documenti inviati dal governo italiano scaturirà la raccomandazione dell'esecutivo Ue all'inizio di giugno, che sarà poi messa al vaglio politico dei ministri finanziari europei nell'Ecofin. Il giudizio non sarà solo sui conti, ma anche sulla convergenza o meno di un'economia rispetto ai partner della moneta unica.

Monti, dalla cui credibilità dipende gran parte della fiducia dei mercati nella capacità dell'Italia di rimborsare il suo alto debito pubblico, ha spiegato ieri che, nonostante l'ulteriore deterioramento del quadro previsivo, l'Italia è stata in grado di confermare "sostanzialmente il percorso di risanamento finanziario tracciato nei mesi scorsi".

In base alle stime del governo, le riforme attuate e in via di attuazione dovrebbero aumentare la crescita di 2,4 punti percentuali tra il 2012 e il 2020.

L'ex commissario Ue ha anche avvertito che, malgrado i progressi, all'Italia resta ancora molta strada da fare e che tutti gli sforzi devono essere rivolti al potenziamento della crescita.

Gli analisti avvertono però che le stime sul Pil sono più ottimistiche di quelle della Commissione Ue e del Fondo monetario internazionale ed esposte quindi a rischi verso il basso.

Il sondaggio trimestrale Reuters presso gli analisti pubblicato oggi mostra per il 2012 una mediana pari a -1,5% e per il 2013 a zero. Il rapporto deficit/Pil è stimato al 2,2% quest'anno e allo 0,8% nel 2013.

In una nota di ieri Banca Intesa ha spiegato che lo scostamento negli obiettivi di deficit non è dovuto solo al rallentamento economico ma anche a una parziale efficacia delle misure di austerity.

La manovra da oltre 21 miliardi varata da Monti a dicembre, fatta soprattutto di aumenti delle tasse, ha contribuito ad accentuare la recessione che ha, a sua volta, peggiorato le prospettive dei conti pubblici.

Questo circolo vizioso ha colpito anche altri Paesi periferici dell'euro coma la Grecia e il Portogallo, ed è la catena perversa che Monti cerca di spezzare.

La Spagna ha conosciuto un netto rialzo dei tassi di interesse dei suoi titoli dopo aver deciso di peggiorare il deficit/pil obiettivo di quest'anno al 5,8% dal 4,4% e poi aver raggiunto un compromesso con i partner Ue a quota 5,3%.

Oggi Madrid ha collocato bonos decennali con rendimenti al 5,743% dal 5,403%.

Almeno per il momento, il mercato sembra invece accettare i ritardi italiani sulla strada del consolidamento fiscale.

Fino a quando l'azione riformatrice di Monti sarà considerata credibile, i bond italiani dovrebbero avere andamenti migliori rispetto a quelli spagnoli, dicono alcuni analisti.

"E' chiaro che il governo dei tecnici italiano gode di un rispetto di gran lunga maggiore sui mercati internazionali", ha detto il capo economista di Investec Philip Shaw.

Ma Richard McGuire, strategist di Rabobank, avverte che "qualsiasi ulteriore sforamento dell'Italia potrebbe cambiare le cose".

(Scritto da Giselda Vagnoni)

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