April 18, 2012 / 10:04 AM / 5 years ago

PUNTO 2-Mediaset, non ancora decisa partecipazione ad asta

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(Aggiunge nuove dichiarazioni)

COLOGNO, 18 aprile (Reuters) - Mediaset non sa ancora se parteciperà all'asta delle frequenze digitali perché attende di conoscere la regolamentazione Agcom, ma resta fortemente critica sull'impostazione data alla gara dal governo Monti.

Lo hanno detto i vertici del gruppo in occasione dell'assemblea che ha approvato il bilancio 2011 e ha confermato il consiglio uscente.

"Ancora non possiamo dire se parteciperemo all'asta delle frequenze. Vedremo la disciplina dell'asta che farà Agcom", ha detto il presidente Fedele Confalonieri che ha contestato le polemiche sul beauty contest, annullato dal governo, che assegnava gratuitamente le frequenze per il digitale terrestre. "La polemica sulla gratuità è strumentale (...). Il beauty contest gratuito è la formula usata in gran parte degli altri paesi europei. Era una procedura legale e condivisa dall'Europa", ha detto.

Il nuovo governo ha deciso di procedere invece a un'asta onerosa. "Siamo proprio sicuri che l'asta produrrà introiti significativi per lo Stato?", ha continuato Confalonieri. "Possiamo fin da ora prevedere che neanche l'asta metterà fine alle polemiche sui regali, a meno che a Mediaset non venga impedito di partecipare. State sicuri che andremo comunque avanti per difendere i nostri diritti".

A marzo, ha ricordato anche Confalonieri, Mediaset ha presentato un ricorso al Tar contro la decisione del governo Monti di sospendere il beauty contest varato dal precedente esecutivo al quale ha partecipato, tra gli altri, il gruppo televisivo controllato al 41,1% dalla famiglia Berlusconi.

Ieri la commissione Finanze della Camera ha approvato un emendamento del governo al decreto legge di semplificazione fiscale che chiude la precedente procedura e prevede l'assegnazione mediante una gara il cui bando dovrà essere approvato dal ministero dello Sviluppo economico entro 4 mesi .

Uno dei punti chiave è la possibilità che, attraverso l'eventuale conversione di vecchie frequenze per la telefonia mobile (Dvbh) in digitale (Dvbt), Rai e Mediaset possano trovarsi escluse dalla gara perchè già giunte al tetto massimo di cinque canali digitali (multiplex).

"Ci hanno escluso, ad oggi è così", ha detto Confalonieri che ha aggiunto: "Mi domando: ma che crescita fai se c'è lo stop alle due più grandi aziende del settore, proprio quelle che potrebbero avere più interesse a rilanciare?".

Sulla questione del tetto alle frequenze è intervenuta anche Gina Nieri, consigliera Mediaset. "Mentre nel beauty contest c'era un senso ad avere un cap perchè essendoci gratuità c'era un obbligo di pluralismo, un'asta onerosa non sopprta un cap perchè avrebbe un impatto sul pluralismo e non sulle infrastrutture".

Il vicepresidente Pier Silvio Berlusconi ha spiegato che "non c'è necessità per Mediaset di avere ora, pronti via, nuovo spazio trasmissivo, ma è un valore per cui è fondamentale per il futuro avere anche questa possibilità".

Convinto che le nuove norme sull'assegnazione delle frequenze sia unicamente una questione politica, Confalonieri ha parlato di atteggiamento "punitivo" verso il gruppo. "Di fatto Gentiloni è tornato ministro", ha dichiarato in riferimento al ministro delle Comunicazioni del governo Prodi che aveva tentato di riformare, senza successo, il sistema televisivo italiano.

(Claudia Cristoferi)

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