Lavoro, reintegro per insussistenza cosa ovvia, non tradimento -Fornero

lunedì 16 aprile 2012 14:17
 

ROMA, 16 aprile (Reuters) - La possibilità di reintegro per il lavoratore anche nel caso di licenziamenti per motivi economici, qualora il giudice ne decreti l'insussistenza, è una cosa ovvia e non un tradimento.

Lo ha detto oggi il ministro del Welfare Elsa Fornero durante un intervento ad un convegno alla Lumsa.

"Noi abbiamo detto che il giudice può reintegrare nel caso in cui ci sia manifesta insussistenza del motivo economico. Ora chiedo a voi se questo sia un tradimento o una cosa ovvia. Io ritengo che sia una cosa ovvia e non un tradimento", ha detto la Fornero rivolgendosi agli studenti dell'università.

Il ministro del Welfare non ha voluto rispondere alle critiche di Confindustria e sindacati alla riforma ma si è limitata ad osservare che "entrambe le parti sono insoddisfatte. Una sostiene che abbiamo fatto troppo, l'altra che abbiamo fatto troppo poco".

"Non abbiamo fatto una riforma di due articoli che molti speravano e che sarebbe stata molto più clamorosa, una riforma in cui si dice che il contratto è uno solo, quello a tempo indeterminato, e che le aziende possono licenziare quando vogliono. Di articoli ce ne sono 72 perché la società è una società complessa".

A margine del convegno, la Fornero ha detto che "stamattina c'è stata una bella riunione di governo" e si è detta "assolutamente soddisfatta del lavoro".

La Confindustria, per bocca del presidente uscente Emma Marcegaglia, ha definito "pessima" la riforma dopo che il governo ha ammorbidito le norme sui licenziamenti chiedendo meno rigidità e minori costi per le imprese per contratti a termine, cocopro e partite Iva.

Ora la riforma è all'esame del Senato, con il Pdl che si è già detto pronto ad accogliere nei propri emendamenti le richieste degli imprenditori.

La Cgil, primo sindacato italiano, ha dal canto suo accolto positivamente il "passo indietro" del governo sulla modifica dell'articolo 18 ma lo ha giudicato insufficiente per revocare gli scioperi programmati contro la riforma.

(Daniele Mari)

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