Lavoro, passo avanti anche se resta molto da fare - Recchi (Eni)

giovedì 12 aprile 2012 12:22
 

ROMA, 12 aprile (Reuters) - Confindustria fa fare un passo indietro a Giuseppe Recchi, presidente del Comitato Investitori Esteri dell'associazione e dell'Eni, che stamani sulla riforma del mercato del lavoro aveva sostenuto il testo del governo, a scapito della linea seguita dalla presidente uscente degli imprenditori, Emma Marcegaglia.

Eni è uno dei grandi elettori di Confindustria e con i suoi voti è stato determinante alla vittoria di Giorgio Squinzi per la prossima presidenza di Confindustria a scapito del competitor Alberto Bombassei sostenuto da Marcegaglia, che termina il suo mandato tra poche settimane, e da Fiat.

Squinzi ha già dichiarato che non farà le barricate sui licenziamenti.

"La riforma del lavoro proposta è un passo avanti rispetto a un passato in cui non era possibile neanche affrontare il tema. Molto resta da fare e mi auguro che il dibattito parlamentare possa contribuire ad avvicinare la legge sul lavoro il più possibile agli standard europei e internazionali", scrive Recchi in una nota.

La scorsa settimana Marcegaglia, in un'intervista al Financial Times, aveva bollato come "pessima" la riforma del governo sul mercato del lavoro dopo l'ammorbidimento del testo nella parte sui licenziamenti. Il ddl approdato in Senato ieri prevede infatti che anche per i licenziamenti economici sia possibile il reintegro e non solo l'indennizzo come previsto, e gradito da Confindustria, nella prima versione del testo.

Il ministro del Welfare, Elsa Fornero, che con le parti sociali ha trattato per oltre due mesi, ha mostrato disappunto per la nuova posizione della Confindustria.

Stamani, in una intervista a Repubblica, il presidente dell'Eni ha dato "ragione al [premier, Mario] Monti" nella querelle con Marcegaglia definendo la riforma del mercato del lavoro "un segnale fortissimo per un Paese così anomalo dal punto di vista delle norme".

A seguito della modifica sull'articolo 18 le imprese, che in un primo momento avevano promosso la riforma, hanno alzato la posta chiedendo meno rigidità nella applicazione dei contratti flessibili come quelli a tempo determinato, i cocopro e le partite Iva sui quali la riforma prevede controlli più rigidi per evitare troppi abusi.

Il Pdl si è detto pronto ad accogliere nei propri emendamenti le richieste degli imprenditori.

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