22 marzo 2012 / 16:48 / tra 6 anni

PUNTO 4-Lavoro, Monti: no abusi ma niente reintegro licenziamenti economici

* Art.18: Monti apre ma non cede a modello tedesco

* Fornero: nessuna marcia indietro su art.18

* Confindustria: se si allentano novità su licenziamenti riforma inutile

* Lavoro: verso ddl o delega, tramonta ipotesi decreto (Aggiorna con dichiarazioni Fornero)

di Francesca Piscioneri e Daniele Mari

ROMA, 22 marzo (Reuters) - Il governo è pronto a chiarire la norma sui licenziamenti per motivi economici per evitare abusi da parte delle imprese e discriminazioni, ma rimane esclusa la possibilità di reintegro.

E’ quanto è disposto a concedere Mario Monti dopo le critiche avanzate dal Partito democratico - abbracciate oggi anche dalla Cisl - e dalla Cgil che ha proclamato lo sciopero generale contro le modifiche all‘articolo 18.

Oggi anche l‘Ugl, il sindacato storicamente vicino alla destra, ha respinto le nuove norme sui licenziamenti.

“Abbiamo percepito una diffusa preoccupazione, su cui vorrei rassicurare tutti, che il binario dei licenziamenti economici possa essere abusato con aspetti di discriminazione. Il governo si impegna affinché questo rischio non si verifichi perché è nostro dovere evitare discriminazioni con un minimo di attenzione alla stesura. Su questo mi impegno”, ha detto Monti, secondo una fonte sindacale, aprendo la riunione tra governo e parti sociali sulla riforma del mercato del lavoro.

Fonti di Palazzo Chigi hanno precisato che Monti non ha intenzione di rivedere la norma ma si tratterà solo di una modifica stilistica per meglio precisare che se il lavoratore ritenesse di essere licenziato per discriminazione e non per motivi economici potrà presentarsi dal giudice e dimostrarlo. In caso di perdita del lavoro per discriminazione la legge, vecchia e nuova, prevede il reintegro.

“Nessuna marcia indietro sull‘articolo 18”, ha detto il ministro del Welfare, Elsa Fornero, in una conferenza stampa al termine dell‘incontro.

Monti aveva detto martedì che la partita sull‘articolo 18 era “chiusa” e che l‘incontro di oggi sarebbe servito a limare i testi sugli altri contenuti della riforma riguardanti contratti e nuovi ammortizzatori sociali.

Il testo, che il governo non consegnerà oggi a imprese e sindacati, sarà presentato direttamente al Consiglio dei ministri di domani.

CISL CON PD: SU LICENZIAMENTI MODELLO TEDESCO

Ad annunciare novità in vista, pochi minuti prima dell‘avvio della riunione, era stato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni.

“Siamo pienamente d‘accordo con [il responsabile economico del Pd, Stefano] Fassina. Anche la Cisl vuole cambiare la norma sui licenziamenti economici e fare una riforma del lavoro credibile. E’ quello su cui ci stiamo impegnando in queste ore. Anche noi vogliamo il modello tedesco”, ha detto Bonanni in una nota.

La proposta della Cisl, illustrata da Bonanni a Monti durante la riunione prevede che in caso di contenzioso, il giudice annulli il licenziamento se dal processo emergono motivi diversi da quelli economici cioè discriminazioni, abusi, irregolarità nelle procedure o motivi disciplinari.

Non è chiaro al momento quali sarebbero i fattori specifici di novità rispetto all‘attuale normativa.

Fornero ha smentito che al tavolo Bonanni abbia avanzato proposte nuove.

La mossa ha sorpreso, considerato che finora la Cisl aveva abbracciato in pieno la linea del governo illustrata martedì alle parti sociali. La paura di Bonanni era quella di una fuga in avanti del governo come nel caso delle pensioni.

Non così la Cgil, che ieri ha annunciato la proclamazione di un pacchetto di scioperi generali di 16 ore. Cauta la Uil che ha chiesto più garanzie sui licenziamenti disciplinari.

Il modello tedesco prevede che sia il giudice a decidere tra reintegro e indennizzo nel caso di licenziamento per motivi economici giudicato illegittimo. Il premier Mario Monti e il ministro del Welfare, Elsa Fornero, hanno invece escluso la possibilità di reintegro per i licenziamenti economici.

Fornero ha chiarito che le nuove norme sui licenziamenti non riguardano, per ora, la funzione pubblica precisando che in seguito “ci saranno interventi [anche sugli statali] e il governo valuterà cosa debba essere fatto. Ma se ne occuperà il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi”.

CONFINDUSTRIA: RIFORMA INUTILE SE SI ALLENTA SU ART.18

L‘apertura di Monti certo non piacerà alla Confindustria che proprio stamani aveva detto che qualunque passo indietro rispetto alle prospettate modifiche dell‘articolo 18 svuoterebbe la riforma del mercato del lavoro rendendola inutile.

“Qualsiasi forma di ulteriore indebolimento alle modifiche dell‘articolo 18 sarebbe inaccettabile, non sarebbe più una riforma. Così è meglio non farla”, ha detto la presidente uscente degli industriali, Emma Marcegaglia, nella conferenza stampa di presentazione del nuovo numero uno di viale dell‘Astronomia designato oggi dalla Giunta, Giorgio Squinzi.

Non è ancora chiaro quale strumento normativo il governo sceglierà per la riforma. Sembra tramontata l‘ipotesi di un decreto legge, caldeggiato da Confindustria per fare presto. Anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lo avrebbe sconsigliato a Monti suggerendo un disegno di legge o una legge delega che consentano una maggiore partecipazione da parte del Parlamento alla stesura di una riforma così determinante.

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