19 marzo 2012 / 14:38 / 5 anni fa

PUNTO 1-Italia, riforme fatte sono seguite con rispetto, riducono spread-Hoyer (Bei)

(aggiunge altre dichiarazioni, dettagli)

* Crisi non superata ma da mercati segnali di fiducia

* In 2011 Bei ha erogato all'Italia 9,1 mld

* Bei non può entrare in Fondo strategico Cdp-Scannapieco

di Giselda Vagnoni

ROMA, 19 marzo (Reuters) - Il presidente della Banca europea degli investimenti (Bei) Werner Hoyer ha detto che gli interventi del governo di Mario Monti sull'economia sono molto positivi e stanno causando una riduzione dei tassi di finanziamento italiani.

"L'Italia è sempre stata al centro dell'attenzione della Bei e gli sviluppi degli ultimi mesi sono molto, molto promettenti e positivi", ha detto Hoyer in una conferenza stampa a Roma con il vice presidente Bei Dario Scannapieco.

"Le riforme fatte in Italia sono seguite con molto rispetto e hanno come effetto immediato costi di finanziamento più bassi".

Sulle prospettive dei mercati di capitale per il 2012, Hoyer ha osservato che "non abbiamo svoltato ma vedo segni fiducia su mercati e l'Italia ne è la riprova".

"Sono abbastanza ottimista perché le esigenze di finanziamento vengono soddisfatte abbastanza bene e anche l'esperienza di partner che operano sugli stessi nostri mercati come l'Efsf stanno andando bene", ha aggiunto auspicando che la Bei possa mantenere "il rating di tripla A il più a lungo possibile".

"Adesso dobbiamo moltiplicare gli sforzi per consentire al settore bancario di svolgere la sua funzione [di finanziamento alle imprese]. Noi qui collaboriamo con le banche molto bene", ha detto ancora Hoyer.

Lo scopo della Bei è quello di contribuire alla realizzazione dei progetti di interesse comunitario di Stati, enti locali o imprese, attraverso finanziamenti a medio-lungo termine a condizioni vantaggiose.

Nel 2011 la banca, il cui capitale è detenuto dai 27 paesi dell'Ue (16,2% la quota di Roma), ha erogato la cifra record di 9,1 miliardi all'Italia. Di questi soldi 3,5 miliardi sono andati a 19.802 Piccole e medie imprese (Pmi), il 16,5% del totale Pmi finanziate dalla Bei in Europa.

Sempre lo scorso anno sono stati firmati nuovi contratti di prestito per 8,4 miliardi e il totale dei finanziamenti in essere sono cresciuti del 13,5% a 62,8 miliardi.

Sebbene la Bei si sia data l'obiettivo di ritornare gradualmente ai volumi di finanziamento antecedenti la crisi 2009-2010, Hoyer ha detto che la banca "è disposta a dare il proprio contributo a questa success story che è in corso qui in Italia".

COME AUMENTARE IL LIVELLO DEI FINANZIAMENTI

La Bei non è "pienamente soddisfatta" del suo attuale livello di finanziamenti ma sa che la sua forza viene dalla tripla A e che questo rating può essere mantenuto solo con un approccio conservatore della politica creditizia.

"Si tratta di fare di più con meno", ha detto Hoyer. "Un'altra ipotesi è incrementare il capitale della Bei per aumentare la leva finanziaria ma non credo che i nostri ministri delle Finanze sarebbero felici di iniettare nuovi fondi".

Alla domanda se il recente abbassamento del rating subito dalle imprese italiane in conseguenza di quanto avvenuto sul debito sovrano della Repubblica possa restringere l'accesso al credito della Bei, il presidente ha risposto: "Da una parte dobbiamo mantenere la nostra posizione di forza sul mercato perché se cosi non fosse dovremmo indebitarci a costi più alti, dall'altra parte siamo coscienti che se chiediamo collaterali piu elevati creiamo problemi alle aziende quindi dobbiamo essere creativi ma non possiamo andare oltre il segno".

Su tema di come non restringere l'accesso al credito in una fase in cui il mercato dei capitali continua a essere molto difficile, Scannapieco ha ricordato che Bei e Commissione europea hanno sviluppato un modo di lavorare con le aziende che hanno un merito creditizio basso e che prevede che parte dei rischi presi dalla Bei vengono poi condivisi con la Commissione "in modo da non impattare sul ratio della Bei".

Scannapieco ha anche spiegato che la Bei non potrebbe entrare nel Fondo strategico italiano della Cassa depositi e prestiti perchè la Bei "non investe in equity".

Quanto al possibile coinvolgimento della Bei nella Banca del Mezzogiorno, un istituto di credito di secondo livello voluto dal precedente governo di Silvio Berlusconi che dovrebbe operare tramite gli sportelli di Poste Italiane, Scannapieco ha osservato che "nel momento in cui il progetto sarà pronto potrebbe anche essere un canale attraverso il quale veicolare i prodotti della Bei" ma che ancora è prematura qualunque considerazione.

(Giselda Vagnoni)

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