Italia, debito sottostante derivati 160 mld, 8% totale - Governo

lunedì 19 marzo 2012 11:47
 

di Giuseppe Fonte

ROMA, 19 marzo (Reuters) - Ammonta a circa 160 miliardi il debito pubblico su cui il Tesoro italiano ha aperto negli anni posizioni in derivati, quasi il 10% del totale.

È quanto ha reso noto il governo rispondendo a un'interpellanza urgente presentata alla Camera giovedì scorso dal deputato dell'Italia dei valori Antonio Borghesi.

"Ad oggi il nozionale complessivo di strumenti derivati a copertura di debito emessi dalla Repubblica italiana ammonta a circa 160 miliardi di euro, a fronte di titoli in circolazione, al 31 gennaio 2012, per 1.624 miliardi di euro. Quindi, il nozionale ammonta, per rispondere alla domanda, a circa il 10%dei titoli in circolazione", ha spiegato il sottosegretario all'Istruzione Marco Rossi Doria, secondo quanto si legge nel resoconto stenografico della seduta di giovedì 15 marzo.

Secondo i dati diffusi dalla Banca d'Italia, a gennaio il debito pubblico ha raggiunto quota 1.935,8 miliardi di euro. Quindi, la quota di debito su cui il Tesoro ha fatto operazioni di copertura è di circa l'8%.

Tesoro ed enti locali ricorrono ai derivati nel tentativo di ridurre gli interessi sul debito o per coprirsi dal rischio di cambio. L'evoluzione dei mercati può però essere sfavorevole e il saldo dei flussi di cassa porta in quel caso a maggiori oneri e non a risparmi di spesa.

In base ai più recenti dati pubblicati da Istat, le posizioni in derivati hanno aumentato la spesa per interessi di tutte le amministrazioni pubbliche di oltre 4 miliardi tra 2007 e 2010.

Il primo marzo Istat ha anticipato che nel 2011 i derivati hanno prodotto un ulteriore aumento degli interessi sul debito pari a circa 2 miliardi, portando il totale a 6 miliardi in cinque anni.

Il governo minimizza l'impatto delle operazioni in derivati sostenendo che altri Stati europei, come la Francia e la Germania, "oltre ad avere un nozionale dello stesso ordine di grandezza di quello italiano, mostrano un rapporto sul debito esistente maggiore del caso italiano".   Continua...