Rating, Bce non li utilizzi per valutare collaterali - Mussari

mercoledì 18 gennaio 2012 14:59
 

MILANO, 18 gennaio (Reuters) - L'unico modo per ridurre l'impatto delle agenzie di rating, che a più riprese stanno abbassando i giudizi su buona parte dei paesi della zona euro, è quello di non ultizzarne le valutazioni. Questo, in particolare, potrebbe fare la Banca centrale europea in merito ai collaterali che gli istituti di credito consegnano all'istituto centrale per ottenere liquidità.

E' la posizione espressa da Giuseppe Mussari al termine dell'esecutivo Abi da lui presieduto.

"Se si ritiene che il lavoro di questi operatori commerciali non sia sufficientemente in grado di fornire un quadro preciso rispetto ai rischi insiti in ogni posizione debitoria, c'è un solo modo per ridurne l'impatto: non utilizzarli e dotarsi di strumenti in grado si sostituire queste valutazioni con altre ritenute più congrue", ha dichiarato Mussari.

Alla domanda se questo possa implicare la creazione di un'agenzia di rating europea, il presidente dell'Abi ha risposto: "La Bce non ha bisogno di un'agenzia europea per valutare la qualità dei collaterali che le vengono portati".

Quanto all'ipotesi che dopo S&P anche Moody's e Fitch abbassino il rating sull'Italia in area "B" e che quindi gli istituti italiani siano costretti ad aumentare i collaterali per ottenere prestiti dalla Bce, Mussari ha parlato di "un rischio vero che è certamente motivo di preoccupazione".

"Rispetto a questo c'è un solo rimedio: che da parte delle autorità europee si cessi di dare peso a queste valutazioni e si operi in maniera severa con valutazioni interne", ha ribadito il presidente dei banchieri italiani che ha stigmatizzato anche l'irrituale politica "di annunci" con cui è stato comunicato venerdì il declassamento di nove paesi europei, tra cui l'Italia, da parte di S&P.

Mussari ha infine sottolineato l'importanza delle iniezioni straordinarie di liquidità della Bce che servono a "stabilizzare gli impieghi e soddisfare le scadenze" delle banche sui debiti. Le banche italiane ed europee possono così "mantenere invariati gli stock di credito esistente in un momento in cui il mercato wholesale è chiuso per tutti e in cui è difficile far fronte alle scadenze con emissioni di titoli". Altrimenti "si sarebbero dovuti richiamare, in tutta Europa, i crediti richiamabili".

Questo, ha proseguito anche per placare le polemiche intorno al carry trade, "non è in concorrenza con l'acquisto di titoli di stato, che possono essere portati in Bce come collaterali per ottenere la stessa liquidità, quindi è sempre possibile mantenere lo stock esistente di impieghi".

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