PUNTO 1-S&P taglia 2 livelli rating Italia, 1 Francia, outlook negativo

venerdì 13 gennaio 2012 23:59
 

(aggiunge dichiarazioni da comunicato S&P; background)

FRANCOFORTE, 13 gennaio (Reuters) - Standard and Poor's ha annunciato ufficialmente di aver ridotto il rating sovrano dell'Italia di due livelli portandolo a 'BBB+' da 'A'. L'outlook sul merito di credito è negativo.

L'Italia scende così, secondo Standard & Poor's, all'ottavo dei dieci livelli 'investment grade'.

Il declassamento dell'Italia avviene nel contesto di una revisione generale del merito di credito dei paesi della zona euro, che porta al taglio di due livelli anche per il rating di Spagna, Portogallo e Cipro, tutti con outlook negativo.

Declassate, ma di un solo livello, anche Francia, Austria, Malta, Slovacchia e Slovenia, anch'esse con outlook negativo tranne la Slovacchia. Francia e Austria, in particolare, perdono la 'tripla A' per scendere ad 'AA+'.

Confermato, invece, il merito di credito più elevato per la Germania, con outlook stabile. Non vengono modificati nemmeno i rating di Belgio, Estonia, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo e Paesi Bassi, che hanno però tutti outlook negativo.

I rating della zona euro erano stati messi sotto analisi da S&P lo scorso 5 dicembre, prima del vertice europeo del 9 dicembre che aveva stilato un accordo per una più stringente politica fiscale, ora in via di definizione.

Secondo l'agenzia di rating, "l'esito del vertice del 9 dicembre e le dichiarazioni successive da parte dei politici, ci portano a credere che l'accordo raggiunto non abbia prodotto un cambiamento di portata sufficiente ad affrontare i problemi finanziari della zona euro. L'accordo politico non fornisce risorse addizionali sufficienti o flessibilità operativa, tali da rafforzare le operazioni di salvataggio europee, e non amplia abbastanza il supporto per quei debiti sovrani della zona euro soggetti a pressioni di mercato che si sono fatte più intense".

S&P ritiene che le azioni prese finora dai governanti europei possano non bastare ad affrontare diverse fonti di pressione sistemica che includono il restringimento del credito, un aumento del premio al rischio per un crescente numero di emittenti sovrani della zona euro, lo sforzo tanto dei governi quanto delle famiglie di ridurre il proprio indebitamento, l'indebolimento delle prospettive di crescita e, da ultimo, il dibattito continuo tra le autorità europee sull'approccio con cui affrontare le sfide.   Continua...