11 gennaio 2012 / 18:23 / 6 anni fa

Premafin-Fonsai, piano Unipol trova intoppo in rischio Opa-fonti

MILANO, 11 gennaio (Reuters) - Il piano Unipol per il riassetto Premafin-Fonsai rischia di trovare un serio ostacolo nel pericolo di incorrere nell‘obbligo di lanciare un‘Opa dopo l‘acquisto delle quote delle holding dalla famiglia Ligresti.

L‘esenzione dall‘obbligo di Opa, infatti, è un tassello importante per far procedere le trattative e il mercato sembra essersi accorto dell‘improvvisa impasse punendo il titolo Premafin con un -8,23% e tornando a comprare Unipol che è salita del 4,48%.

Secondo la stampa, ieri i vertici Unipol hanno avuto contatti informali con la Consob che avrebbe dato, regolamento alla mano, un parere negativo sull‘esenzione dall‘obbligo di Opa.

Una fonte vicina alla situazione si limita a osservare che “la Consob si sta mostrando particolarmente puntigliosa”. Una seconda fonte invece si spinge oltre affermando che la posizione della Consob “qualche problema lo ha creato”.

L‘esenzione dall‘obbligo di Opa è prevista, tra gli altri, in caso di salvataggio. Questa ipotesi, tuttavia, si configura solo con l‘ingresso tramite aumento di capitale riservato, quindi versando i soldi direttamente alla società e non agli azionisti.

Una soluzione questa che non trova il consenso della famiglia Ligresti che per l‘uscita da Premafin-Fonsai chiede ovviamente una contropartita soddisfacente.

La soluzione Unipol resta tuttavia in primo piano, mentre l‘opzione Clessidra è sullo sfondo e per il momento alternativa. Ieri il fondatore Claudio Sposito ha però lasciato aperto uno spiraglio: alla domanda se le due proposte sono alternative, ha risposto “al momento lo sono, al momento”.

A fronte di “una situazione ancora fluida”, le fonti scommettono su una svolta in tempi brevi: “per il fine settimana”, secondo una di loro o “al massimo nei primi giorni della prossima”, per un‘altra.

Unipol, d‘altronde, non intende formalizzare alcuna offerta prima di essere sicura che possa andare a buon fine, spiega la seconda fonte.

Entro il 27 il quadro dovrebbe essere più chiaro. In quella data Fonsai dovrà deliberare l‘esatto ammontare dell‘aumento di capitale (fino a 750 milioni di euro), operazione di cui la compagnia ha bisogno per rafforzare il proprio margine di solvibilità attualmente al 90%. Premafin, infatti, così come è ora, non ha i mezzi per sottoscrivere pro quota l‘aumento della controllata assicurativa. Per garantire il buon esito dell‘aumento della compagnia è necessario che la holding sia dotata delle risorse necessarie a sottoscrivere la propria parte.

Al riassetto della galassia Premafin-Fonsai è legata poi la ristrutturazione del debito delle holding a monte della catena, vale a dire Sinergia e Imco.

In questa complessa matassa la famiglia Ligresti - spiega la prima fonte - non si mostra così compatta nelle richieste e questo è un ulteriore elemento di difficoltà.

Oggi intanto sono proseguite le riunioni dei componenti della famiglia che in ordine sparso si sono avvicendati nella sede di Banca Leonardo, adviser sia di Premafin sia di Sinergia.

(Gianluca Semeraro)

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