SCHEDA - Le proposte di riforma elettorale in Parlamento

mercoledì 11 gennaio 2012 10:58
 

ROMA, 11 gennaio (Reuters) - Oggi è iniziata la seduta della Corte Costituzionale per decidere sull'ammissibilità del referendum elettorale. Indipendentemente da quanto stabilirà la Consulta sui quesiti che intendono abrogare la legge in vigore, sono già "parcheggiate" in Parlamento una serie di proposte di nuove leggi elettorali.

Sono una trentina i ddl in materia elettorale depositati dalla metà del 2008 a oggi alla commissione Affari istituzionali del Senato, e propongono riforme che vanno dal semplice inserimento del voto di maggioranza al maggioritario uninominale a doppio turno, passando per il ritorno al cosiddetto "Mattarellum", cioè la legge in vigore fino al 2005.

-- Mentre in gran parte si tratta di proposte di senatori, singoli o in gruppo, sono un paio i ddl che rappresentano proposte "di partito" . Quella della capogruppo Pd a Palazzo Madama, Anna Finocchiaro, prevede collegi uninominali per il 70% con eventuale ballottaggio, un 28% di seggi assegnati col proporzionale e un 2% di seggi assegnati a forze minori secondo il cosiddetto "diritto di tribuna". Una particolarità: è vietato presentare contrassegni con i nomi dei leader di partito o coalizione.

-- Francesco Rutelli, leader della centrista Alleanza per l'Italia, ha presentato invece una proposta per un "sistema di voto proporzonale con voto personalizzato" che in sostanza divide i seggi a metà tra collegi uninominali e voto di lista, con una soglia di sbarramento del 5%.

-- Tra i presentatori più assidui di proposte, si segnala il senatore democratico Stefano Ceccanti, esperto di sistemi elettorali. La sua firma compare insieme a quella di alcuni colleghi della Svp - il partito della minoranza di lingua tedesca in Alto Adige - che propone l'istituzione di collegi uninominali ovunque tranne che in Val d'Aosta e nella circoscrizione Estero.

-- Ma Ceccanti propone anche - insieme ad altri senatori del centrosinistra - l'abolizione dell'attuale sistema voluto dal centrodestra (il cosiddetto "Porcellum") e il ripristino del "Mattarellum", che prevde l'assegnazione del 75% dei seggi con i con l'uninominale maggioritario e il restante 25% col proporzionale di lista. Oppure un sistema col 66% circa dei seggi assegnati con l'uninominale (a doppio turno: si va a ballottaggio se nessuno vince con oltre il 40%) e il resto col proporzionale, con una soglia di sbarramento del 5%.

Con Marco Perduca, sempre del Pd, propone poi l'uninominale maggioritario a doppio turno.

-- Un'altra proposta nata in casa Pd, quella del vicepresidente del Senato Vannino Chiti - firmata anche da esponenti di centro e centrosinistra, compresa l'Italia dei Valori - elimina invece il premio di maggioranza dall'attuale sistema elettorale.

-- Le proposte avanzate da senatori del Pdl puntano quasi tutte a conservare l'assetto principale del "Porcellum", ma introducendo il voto di preferenza. E' il caso del ddl presentato da Domenico Benedetti Valentini, o di quello dell'ex senatore Salvatore Cuffaro (Udc poi passato al Pdl, condannato e decaduto nel febbraio 2011). Ma anche il senatore terzopolista Claudio Molinari propone almeno di inserire le preferenze, anche col sistema attuale.   Continua...