Per Italia niente più manovre, serve dialogo sociale -Bersani

martedì 3 gennaio 2012 09:23
 

ROMA, 3 gennaio (Reuters) - All'Italia, che ha raggiunto un avanzo primario del 5%, l'Unione europea non può chiedere di fare altre manovre, e il governo ora deve avviare il "dialogo sociale" per produrre crescita e occupazione e aiutare "chi è più in difficoltà".

Lo dice il segretario del Partito Democratico Pier Luigi Bersani in una lettera pubblicata oggi dal quotidiano "La Repubblica", in cui chiede di fatto al governo di avviare da questo mese una nuova fase.

"...noi continueremo le nostre riforme e ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa per rafforzare la nostra credibilità. Ma non faremo più manovre", scrive Bersani, riferendosi al rapporto con l'Europa.

"A chi raggiunge il 5% di avanzo primario che cosa altro si può chiedere? Nel caso, nessuno pensi di trattarci come la Grecia. Come si diceva, siamo troppo grandi e quindi parecchio ingombranti. Se ne tenga conto".

Rispondendo a distanza al premier Mario Monti, che aveva definito la manovra approvata dal Parlamento prima di Natale una misura "Salva Italia", il leader del Pd dice che "Salvare l'Italia significa, al concreto, contrastare la recessione, produrre crescita e occupazione, dare una prospettiva alla nuova generazione".

"Se vogliamo farcela, tutti assieme, i riflettori vanno dunque puntati su chi è più in difficoltà. Bisogna predisporre l'aiuto a chi sta vivendo e vivrà le condizioni più difficili, come l'assenza di lavoro, l'insufficienza di reddito o una disabilità abbandonata".

"Su questo, non ci siamo ancora", è il giudizio del leader del Pd.

Bersani invoca il "dialogo sociale" per "sollecitare partecipazione e corresponsabilità" ma chiede pure all'esecutivo "un rapporto stabile, permanente e ordinato con i Gruppi Parlamentari... anche nella fase ascendente delle decisioni", non soltanto in fase di approvazione dei provvedimenti.

Per il segretario democratico, c'è spazio anche per le riforme, in particolare quella elettorale e la riduzione del numero dei parlamentari. Su questo, Bersani chiede prima di tutto il "pronunciamento" dei segretari dei partiti.

(Massimiliano Di Giorgio)

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