29 dicembre 2011 / 16:38 / 6 anni fa

SINTESI - Monti soddisfatto per aste, vuole rafforzamento Efsf

* Spread ancora alto ma ora è poco sostenuto da Bce

* Serve rafforzamento significativo Efsf

* Non escluse azioni su stock debito

* Grosso sforzo su liberalizzazioni entro fine gennaio

* Misure su lavoro in tempo per Eurogruppo febbraio

di Giselda Vagnoni

ROMA, 29 dicembre (Reuters) - Mario Monti esprime una cauta soddisfazione per le ultime aste di titoli di Stato e chiede un significativo rafforzamento delle risorse a disposizione del fondo salva-Stati europeo.

Non vede nuove manovre all'orizzonte ma la stabilità dei conti pubblici continuerà ad essere uno dei pilastri dell'azione del governo anche adesso che l'attenzione si concentrerà su liberalizzazioni, infrastrutture e mercato del lavoro.

Nella consueta conferenza stampa di fine anno, l'ex commissario Ue ha risposto per due ore e mezzo a 31 domande di 23 giornalisti italiani e stranieri mentre sui mercati si teneva uno dei test più delicati per la tenuta delle finanze pubbliche.

Il Tesoro è riuscito a collocare circa 7 miliardi di euro in titoli a medio-lungo termine con rendimenti in calo rispetto all'asta di fine novembre. I tassi pagati sui Btp a tre anni sono diminuiti di due punti percentuali al 5,6% ma quelli sui Btp a 10 anni, pur calando a 6,98% da 7,56%, sono rimasti vicini alla soglia del 7% da molti ritenuta insostenibile.

"Le aste sono andate piuttosto bene ma non consideriamo concluse le turbolenze finanziarie", ha detto Monti.

"Se non c'è la messa in campo di maggiori risorse a disposizione dell'Efsf (European financial stability facility) i paesi con un alto stock di debito sono in difficoltà...".

Una delle parole ripetute con maggior frequenza durante la conferenza stampa è stata spread. Monti ha presentato un grafico dell'andamento del differenziale tra Bund tedeschi e Btp italiani dell'ultimo anno per cercare di spiegare come mai ("cosa per me sgradevole") sia ancora sopra quota 500 nonostante il cambio di governo di metà novembre e l'ultimo intervento correttivo da 21 miliardi dei primi di dicembre.

"Dovremmo essere sollevati che non salga malgrado gli acquisti della Bce siano quasi cessati", ha spiegato Monti senza rispondere alla domanda se sia auspicabile un intervento forte da parte dell'istituto di Francoforte.

"Il rialzo dello spread (dopo il calo di dicembre post manovra) è legato alla delusione dei mercati per l'esito del vertice Ue dell'8 e 9 dicembre. Le risorse dell'Efsf dovrebbero essere sensibilmente maggiori di oggi".

L'ex presidente della Bocconi si è anche rifiutato di rispondere alla domanda su quale sarebbe il differenziale giusto tra Btp e Bund e si è limitato ad osservare che "sicuramente nei fondamentali della nostra economia non c'è nulla che giustifichi uno spread così alto".

Se la Spagna sta meglio di noi nel rapporto con i tassi tedeschi, ha detto ancora Monti, ciò è dovuto al fatto che il loro stock di debito è circa la metà di quello dell'Italia in termini di percentuale del Pil e che il mercato dei Bonos è condizionato da due grandi banche internazionali spagnole mentre quello italiano ha molti protagonisti italiani e stranieri.

Monti non ha escluso operazioni per ridurre lo stock del debito pubblico italiano: "Non escludo niente. Ci sono ipotesi interessanti ma è molto importante che queste vengano dopo il serio e duro lavoro sui flussi", cioè dopo aver garantito l'azzeramento del deficit.

PAESE COMPRENDE GOVERNO, NON PREVEDO ESPLOSIONI SOCIALI

Il leader della Cgil Susanna Camusso ha fortemente criticato le misure del governo sul sistema previdenziale e ha parlato del rischio di esplosioni sociali.

Per la prima volta in sei anni la Cgil ha tenuto uno sciopero generale contro la manovra insieme a Cisl e Uil.

"Faremo di tutto per evitare tensioni sociali. D'altronde il nostro dovere è produrre il cambiamento nella tutela transitoria di chi potrà soffrire del cambiamento. Ma credo che il Paese ci capisca e credo che non ci saranno proprio grandi tensioni".

La manovra potrà avere effetti depressivi ma non saranno nulla in confronto ai costi di un possibile default.

"Eravamo arrivati a un burrone senza parapetto e ci spingevano alle spalle. Abbiamo puntato i piedi. C'erano molti avvoltoi, ma non siamo caduti, non ci mangiano. Non è tanta metafora ma molta realtà".

Il lavoro che resta è ancora tanto ma si cerca di fare le cose "rapidamente e in modo che nessuno si senta l'unico chiamato a fare sacrifici".

"Più diamo la sensazione di essere uniti, più questo aiuterà il resto dell'Europa a capire che l'Italia sta facendo un grande sforzo di cambiamento".

Monti non ha fornito dettagli sulle misure allo studio ma ha dato la tabella di marcia.

Entro l'eurogruppo del 23 gennaio e il Consiglio Ue del 30 gennaio Roma si impegna a "uno sforzo intenso sul fronte della concorrenza e delle liberalizzazioni, del lavoro e degli ammortizzatori sociali".

Su quest'ultimo capitolo un'altra parte importante dell'azione del governo potrebbe arrivare entro l'Eurogruppo di febbraio.

Monti ha voluto lanciare anche un messaggio all'opinione pubblica tedesca che "partecipa con palpitazione" alle vicende del suo governo.

"Mi considerano il più tedesco degli economisti italiani e recentemente mi hanno anche definito il genero ideale perchè parlo poco e vesto in modo serio e banale ma alla Germania ho chiesto di avere una visione di lungo periodo anche sulla disciplina di bilancio e a Strasburgo ad Angela Merkel ho chiesto di svolgere una maggiore azione pedagogica sugli enormi benefici che i cittadini tedeschi hanno tratto dall'euro".

- hanno contribuito Giuseppe Fonte, Alberto Sisto e Antonella Cinelli

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224210, Reuters Messaging: giselda.vagnoni.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.com altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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