December 19, 2011 / 11:43 AM / 6 years ago

PUNTO 1-Fondazione Mps,accordo moratoria a 15 marzo,manca solo C.Suisse

5 IN. DI LETTURA

* Fondazione ha più tempo per cedere asset non strategici

* Accordo riguarda oltre 700 mln di debito su 1 miliardo totale

* Tra opzioni di medio periodo anche cessione quota Mps (Aggiunge dettagli, background, reazione titolo Mps)

di Stefano Bernabei

ROMA, 19 dicembre (Reuters) - La Fondazione Monte dei Paschi di Siena, a cui fa capo il controllo della Banca Mps , ha firmato accordi per una moratoria al 15 marzo sul suo debito da 524 milioni verso undici banche e su un contratto derivato da circa 195 milioni con Mediobanca, mentre sta ancora trattando per un accordo analogo con Credit Suisse da 300 milioni circa.

L'accordo permette alla Fondazione di avere più tempo per cedere asset non strategici con cui rimborsare in anticipo parte di questo debito garantito dalle sue azioni Mps, senza rischiare di dover perdere il controllo della banca senese.

La Fondazione ha scritto oggi in una nota, in cui dà notizia della firma con le banche, che "gli accordi di standstill prevedono la sospensione fino al 15 marzo 2012 del meccanismo di integrazione e svincolo delle garanzie prestate dalla Fondazione in relazione a detti contratti".

La Fondazione ha un debito superiore a un miliardo con le banche garantito da pegno sulle sue azioni Mps, il cui basso livello di prezzo in Borsa, sotto la soglia di 0,3 euro, ha fatto scattare la clausola per l'escussione del pegno.

L'accordo annunciato questa mattina si riflette anche sulle quotazioni del titolo Mps che sale del 3,78% a 0,2693 euro, in un mercato comunque trainato dal buon andamento dei bancari.

Le banche creditrici della Fondazione hanno dato disponibilità a rinegoziare gli accordi anziché entrare in possesso delle azioni, una eventualità che avrebbe diluito la partecipazione della Fondazione, oggi al 48,4% di Mps, facendole perdere il controllo della banca.

"Con la conclusione di due accordi di standstill, si sono positivamente concluse le trattative con il pool delle undici banche del finanziamento erogato in occasione dell'ultimo aumento di capitale della Banca Monte dei Paschi di Siena e con uno dei due istituti controparti della stessa Fondazione nei contratti di total return swap", dice la Fondazione nella nota.

"Sono inoltre in fase avanzata le trattative per il raggiungimento di un analogo accordo di standstill con Credit Suisse, controparte della Fondazione in due altri contratti di total return swap, che la Fondazione auspica si concludano nei prossimi giorni".

La Fondazione dovrà ora attuare un piano per il rientro dal debito che prevede, in tempi non lunghi, la cessione di asset non più strategici, quali la partecipazione in Cdp e F2i, dopo aver già iniziato a vendere la sua quota dell'1,9% in Mediobanca.

"Nel corso del periodo di standstill la Fondazione provvederà a predisporre un piano di ribilanciamento economico-finanziario di medio termine da condividere con gli istituti finanziatori", spiega la Fondazione.

Le quote di Cdp e F2i sono in carico nel bilancio della Fondazione per una cifra di poco superiore a 100 milioni di euro. Fondazione deve anche ridurre la sua partecipazione nella società immobiliare Sansedoni.

Tutte queste operazioni di alleggerimento delle partecipazioni lasciano però aperta l'ipotesi più strutturale di una cessione di parte della quota del Mps. Questa possibilità, non confermata ne' smentita dalla Fondazione, ha trovato spazio nei media in forme diverse.

Tra le opzioni più accreditate e non commentate dai diretti interessati, c'è quella di una vendita di una quota attorno al 15%, che lascerebbe la Fondazione sopra il 30%, da collocare nelle mani sicure degli attuali soci stabili privati, come Francesco Gaetano Caltagirone e Axa, blindando il nuovo equilibrio con un patto di sindacato.

Per questo servirebbe una modifica dello statuto della banca che elimini il tetto del 4% per i diritti di voto sulle quote di soci diversi dalla Fondazione.

Altra opzione possibile è l'accordo con una banca - tra i nomi Bnp Paribas o Credit Agricole - per fondere in Mps rispettivamente Bnl o Cariparma e lasciando diluire così la quota della Fondazione.

(Redazione Roma, reutersitaly@thomsonreuters.com, +39 06 85224354, Reuters Messaging: stefano.bernabei.reuters.com@reuters.net) Sul sito www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano Le top news anche su www.twitter.com/reuters_italia

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