16 dicembre 2011 / 14:02 / 6 anni fa

PUNTO 2-Eurozona abbia visione lungo periodo, non alimenti divisioni Nord-Sud-Monti

* Non bisogna rispondere solo alla “fame di rigore” di alcuni Paesi - Monti

* Visco dice che Italia deve puntare a crescita sostenibile

* Bce affronterà unico modo per riportare fiducia su mercati - Visco

* Se Italia avesse bisogno, i fondi ci sarebbero - Regling

* L‘Eba contrasta riduzione asset da parte delle banche - Enria (Aggiunge dichiarazioni Micossi in coda)

di Giselda Vagnoni e Stefano Bernabei

ROMA, 16 dicembre (Reuters) - I Paesi che hanno aderito alla moneta unica devono affrontare la crisi che attanaglia il debito dei paesi periferici con una visione di lungo periodo, evitando di acuire le divisioni tra gli Stati del Nord e quelli del Sud dell‘area, secondo il presidente del Consiglio Mario Monti.

“Il progetto di una unione di bilancio deve avere un approccio di lungo periodo e non deve solo soddisfare nel breve la fame di rigore” di alcuni Paesi, ha detto Monti con un apparente riferimento alla politica di Berlino.

La Cancelliera tedesca Angela Merkel, sotto la pressione della Bundesbank, spinge per l‘introduzione di sanzioni automatiche nei confronti dei Paesi dell‘euro che detengono deficit di bilancio eccessivi.

Oggi, tuttavia, la Merkel ha guadagnato spazio di manovra con la sconfitta degli euroscettici nel referendum tenuto dal partito alleato Fdp.

Molti analisti temono che le massicce manovre correttive chieste ai Paesi ad alto debito del Sud della zona euro determinino una spirale negativa con nessuna prospettiva di una espansione economica in grado di favorire l‘uscita dalla crisi e un crescente risentimento nei confronti dei Paesi ricchi del Nord.

“Per fare in modo che la costruzione europea evolva in una direzione che unisce e non divide, non possiamo permetterci che la crisi nella zona euro ci porti al rischio di conflitti tra un Nord virtuoso e un Sud presunto vizioso”, ha detto Monti nella conferenza in onore di Tommaso Padoa-Schioppa organizzata oggi dalla Banca d‘Italia.

Susanna Camusso, leader della Cgil, ha detto mercoledì che il paese rischia una esplosione sociale per le misure di austerity approvate dal governo e che i sindacati hanno in programma nuove mobilitazioni.

Sul tema della crescita ha insistito anche il governatore della Banca d‘Italia Ignazio Visco nel suo discorso di apertura dei lavori.

“Ancora una volta siamo in una situazione in cui è imperativo dimostrare la nostra determinazione di reagire a una emergenza, ma è anche il momento di prendere, come Tommaso era solito dire, una prospettiva di più lungo periodo dei problemi dell‘economia italiana e di affrontare gli ostacoli strutturali a una crescita sostenibile”, ha detto in numero uno di palazzo Koch.

VISCO: BCE AFFRONTERA’ UNICO MODO PER RIDARE FIDUCIA MERCATI

La nomina del governo di tecnici guidato dall‘ex commissario europeo è stato salutata con favore anche dalla Banca centrale europea che finora ha resistito alle richieste di procedere ad acquisti illimitati di titoli sovrani per sedare l‘ondata di vendite che ha investito l‘Italia.

Mario Draghi, presidente della Bce e presente alla stessa conferenza su Padoa-Schioppa, ha detto ieri che i governi della zona euro sono sulla strada giusta per ristabilire la fiducia dei mercati ma ha anche ricordato che il programma di acquisti della Bce “non è nè eterno, nè infinito”.

Durante il panel dedicato all‘integrazione europea diversi interventi hanno chiesto che la Bce acquisti i bond dei Paesi in difficoltà in modo più aggressivo.

“L‘impressione è che ci sia un solo modo per convincere i mercati e noi lavoreremo su quello”, ha detto Visco al termine del giro di interventi senza precisare a quale modo intendesse riferirsi.

Klaus Regling, capo del fondo europeo salva-Stati Efsf, ha detto che se l‘Italia e la Spagna avesse bisogno di aiuto finanziario i fondi ci sarebbero dato che le risorse disponibili in questo momento ammontano a 600 miliardi di euro e che in marzo i leader europei potrebbero decidere di aumentarle.

“Se Italia e Spagna chiedessero sostegno le loro necessità finanziarie per il 2012 sarebbero minori di questo (600 miliardi) e non penso che avrebbero bisogno di essere escluse dal mercato”, ha detto Regling.

Il capo dell‘Efsf ha aggiunto che trova sorprendente sentire così spesso che la Bce sarebbe l‘unica ad avere risorse sufficienti per affrontare una crisi di liquidità nella zona euro.

EBA SPINGE BANCHE A EVITARE CREDIT CRUNCH

Draghi ha anche sollecitato le autorità di vigilanza sulle banche ad assicurare che le regole più stringenti sul capitale decise a livello comunitario non portino a una stretta sul credito all‘economia.

Oggi Andrea Enria, presidente dell‘European banking authority - tra gli speaker del convegno in Banca d‘Italia - ha risposto alle preoccupazioni dell‘ex governatore.

“Nella definizione dei requisiti, facciamo attenzione a evitare che forniscano incentivi a ridurre l‘ammontare del credito all‘economia e a vendere i titoli sovrani. Siamo ben coscienti che è già in corso un massiccio processo di deleveraging come risultato dell‘effetto della crisi del debito sovrano sull‘approvvigionamento delle banche”, ha detto Enria.

“Stiamo cercando di ribilanciare questo processo spingendo le banche ad aumentare il capitale invece che a cedere asset”.

Yves Mersch, altro membro della Bce, ha rilanciato i timori di Draghi in una intervista concessa oggi alla televisione tedesca Zdf.

“Temiamo un credit crunch, che farebbe precipitare le nostre economie, anche le più forti, di nuovo nella recessione”, ha detto Mersch.

Ieri la Confindustria ha rivisto in netto ribasso le previsioni sul Pil dell‘Italia per il 2012 e stimato una contrazione dell‘1,6% dalla precedente previsione di più 0,2%.

L‘associazione degli industriali ha anche sottolineato che si tratta di stime “ottimistiche” basate su un graduale rientro della crisi dei titoli sovrani della zona euro.

Oggi Stefano Micossi, direttore generale di Assonime, l‘associazione delle società per azioni, ha superato al ribasso le previsioni di Viale dell‘Astronomia: “In Italia, se siamo fortunati, l‘economia si contrarrà del 2% il prossimo anno”, ha detto l‘economista al convegno di Bankitalia.

L‘Irlanda, - altro Stato dell‘euro con un alto debito sottoposto a un piano di salvataggio Ue-Fmi che ha fissato ambiziosi obiettivi di finanza pubblica - ha registrato nel terzo trimestre dell‘anno un calo del Pil dell‘1,9%, di gran lunga peggiore alle previsioni.

- hanno contribuito Gavin Jones e Steve Scherer da Roma, Paul Carrel da Francoforte

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